Professoressa di II fascia
Unità organizzativa afferente: Dipartimento di Medicina e Chirurgia
Unità di Neuroscienze
SSD: Fisica per le scienze della vita, l'ambiente e i beni culturali (PHYS-06/A)

Curriculum Vitae

Simonetta Croci è professore di II fascia di fisica applicata (settore Fis/07) dal 2014 presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Si è laureata nel 1998 in fisica presso l’Università degli Studi di Parma e ha conseguito il diploma di specializzazione in Fisica Sanitaria, presso l’Università di Bologna nel 2000. Ha conseguito il PhD presso Institut für Kernphysik und Nukleare Festkörperphysik del Technische Universität München (Germany).
L’attività didattica è svolta presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia e riguarda sia i corsi di laurea triennali che la laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, nonché le scuole di specializzazione, in particolare nel settore di fisica sanitaria e radioprotezione. Nel 2019 ha partecipato all’ Erasmus+ training mobility Programme presso la Superior School of Health – University of Algarve- Purtugal, tenendo lezioni di fisica sanitaria.

I suoi interessi di ricerca sono sempre stati nel campo della biofisica e della fisica applicata ai sistemi biologi con particolare riferimento ad applicazioni in campo medico e alla radiobiologia. Da 2022 partecipa al progetto INFN FRIDA (FLASH Radiotherapy with hIgh Dose-rate particle beAms). In questo progetto SC studia l'integrità e il riarrangiamento dei microtubuli mediante microscopia convenzionale e a super-risoluzione come bersaglio dei danni da radiazioni ionizzanti. All'interno dello stesso progetto porta avanti un esperimento che ha lo scopo di mostrare i cambiamenti nella rete di collagene irraggiango dei pad di collagene 3D sia in modalità FLASH che convenzionale e studiandoli con microscopia a due fotoni.
Ha portando avanti come project leader un progetto denominato BIOTARGET (sostenuto dal Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi), che mira a studiare parametri innovativi per correlare i danni di membrana e/o citoscheletro con l'effetto biologico di diverse radiazioni ionizzanti (raggi-X e protoni). Dopo l'irradiazione le cellule sono osservate analizzate tramite diverse tecniche tra cui la microscopia a forza atomica (AFM). Recentemente l’utilizzo della microscopia STORM (STochastic Optical Reconstruction Microscopy ) in collaborazione con la startup Abbelight di Parigi, ha permesso l’identificazione di ri-arrangiamenti strutturali dei microtubuli del citoscheletro irraggiati con raggi X o con protoni. Questa linea di ricerca ha aperto una collaborazione con il Clinical Radiology Group (Biophysics Department) del GSI di Darmstad, Germany. Questo studio fa parte di un progetto più ampio sull’effetto delle diverse radiazioni ionizzanti su nuovi target cellulari, allo scopo di rispondere a domande ancora aperte quali ad esempio l’induzione di tumori secondari a seguito di terapie radioterapiche o fenomeno noto come effetto bystander indotto da radiazioni (RIBE), che si verifica nelle cellule non irradiate adiacenti alle cellule irradiate.
Più di ambito biofisico, ma in connessione con il precedente progetto, si è studiato un biosensore di K+ utilizzando sequenze di oligonucleotidi, avvolti in strutture G-Quadruplex. In questo progetto, si vuole mettere a punto un metodo per misurare la concentrazione di potassio nel mezzo extracellulare utilizzando solo UV-VIS e spettroscopia CD sulla struttura G-quadruplex. L'uso di questo biosensore, senza probe, sui mezzi extracellulari di cellule tumorali e non tumorali irradiate con raggi X mira a verificare se il danno alla membrana cellulare porti ad una fuoriuscita di K+. Lo studio del biosensore K+ era nato in seguito ad un progetto del 2005 che mostrava le proprietà antitumorali dell'ascorbato di potassio e della soluzione di D-ribosio con bicarbonato di potassio. In precedenza la ricerca era focalizzata sull'ossidazione dell'emoglobina, utilizzando la spettroscopia Mössbauer e le tecniche UV-VIS, ed era diretta a sviluppare uno strumento diagnostico da utilizzare in pazienti con malattie degenerative. L'attività di ricerca era rivolta alla dinamica delle proteine con particolare riguardo ai cambiamenti conformazionali dell'emoglobina per studiare una possibile influenza della struttura quaternaria. La relazione struttura-dinamica-funzione nelle proteine è stata anche oggetto di ricerca con esperimenti di diffusione di neutroni incoerenti elastici e quasielastici su tripsina, lisozima e beta-lattoglobulina. La sua attività di ricerca ha anche riguardato il campo della fisica sanitaria e della radioprotezione, in particolare studi sulla bassa esposizione alla radioattività durante l'estrazione del marmo, sul monitoraggio in prossimità della centrale nucleare di Caorso, e sulle corrente indotte nel personale che lavora in presenza di elevati campi magnetici (NMR).

E’ socia della Società Italiana di Fisica (SIF) dal 1999. È stata eletta membro del consiglio di Presidenza della SIF dal 2008 al 2019 e segretario cassiere della medesima dal 2013 al 2019. Nel 2021 èstata nominata Socia Benemerita della Società Italiana di Fisica.
Dal 2007 al 2013 è stata eletta come rappresentante Italiano dell’ IBAME (International Board on the Application of the Mössbauer Effect). E’ socia dell’INBB dal 2008 (Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi). E’ socia dell’EPS (European Physical Socielty) dal 2012. E’ socia della SIBPA ( Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata) dal 2019.
Dal 2022 è associata all' INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare);
Ha partecipato come rappresentante della SIF a tutti tavoli di lavoro e attività che hanno portato alla stesura della norma UNI Norma UNI 11683:2017 (Attività professionali non regolamentate - Fisico professionista - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza) e in seguito all’ approvazione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici. È coinvolta nel Comitato Editoriale della rivista di diffusione della cultura scientifica Il Nuovo Saggiatore e della Newsletter PrimaPagina della SIF. Fa parte del comitato editoriale della Rivista del Nuovo Cimento.

Insegnamenti

Ricerca

Pubblicazioni

Iniziative di Public Engagement

  • Lenti sul Mondo: Vedere l’Invisibile - Researcher@school2026-27

    Vediamo davvero tutto ciò che ci circonda oppure esistono colori e forme di luce invisibili ai nostri occhi? Perché alcuni animali riescono a percepire ciò che noi non possiamo vedere? Perché alcune immagini appaiono capovolte? È possibile osservare ciò che il nostro occhio proietta sulla retina? A partire da queste domande, e partendo dal metodo scientifico, il progetto propone un percorso laboratoriale rivolto agli alunni della classe quinta della scuola primaria per scoprire i principi fondamentali della luce, delle lenti e della visione. Attraverso esperimenti pratici (hands-on), gli studenti comprenderanno come si formano le immagini, come funzionano le lenti (convergenti e divergenti), perché un'immagine può apparire ingrandita o capovolta e come l'occhio umano trasformi la luce in immagini. Il percorso permetterà inoltre di confrontare il sistema visivo umano con quello di altri esseri viventi, scoprendo che non tutti percepiscono il mondo allo stesso modo: alcune specie sono in grado di vedere la luce ultravioletta, altre l'infrarosso, mentre gli esseri umani possono osservare solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico, cosa ci perdiamo? Il progetto si articola in tre incontri laboratoriali durante i quali gli alunni saranno protagonisti dell'apprendimento attraverso l'osservazione, la sperimentazione e la discussione dei risultati. Gli esperimenti, realizzati con materiali semplici e facilmente reperibili, potranno essere riprodotti anche a casa, favorendo la continuità dell'esperienza e stimolando la curiosità scientifica anche al di fuori dell'ambiente scolastico.

  • Chernobyl anno zero - Scienza in Rocca - Montecchio Emilia

    L’evento prende spunto dall’ incidente al reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl avvenuto all’una e ventitré della notte del 26 aprile 1986, per parlare dell’importanza che riveste il nucleare da fissione come fonte di energia in un momento storico in cui la transizione energetica verso le rinnovabili, trainato dalla spinta egemonica dell'industria di settore cinese, sta invadendo progressivamente il mercato. A quarant’anni dall’incidente nucleare più drammatico della storia, si prova a capire insieme per quali motivi l’incidente di Chernobyl ha costituito l’anno zero dell’utilizzo della tecnologia nucleare per scopi civili.

  • CHERNOBYL ANNO ZERO

    L’evento prende spunto dall’ incidente al reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl avvenuto all’una e ventitré della notte del 26 aprile 1986, per parlare dell’importanza che riveste il nucleare da fissione come fonte di energia in un momento storico in cui la transizione energetica verso le rinnovabili, trainato dalla spinta egemonica dell'industria di settore cinese, sta invadendo progressivamente il mercato. A quarant’anni dall’incidente nucleare più drammatico della storia, si prova a capire insieme per quali motivi l’incidente di Chernobyl ha costituito l’anno zero dell’utilizzo della tecnologia nucleare per scopi civili.

Caricamento…