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Nel luglio 1988 conseguo la Laurea in Economia e Commercio presso l'Università di Parma con punti 105/110, discutendo una tesi sullo sviluppo dei paesi latino-americani. Nel 1989 frequento come borsista il corso "Nuove Tendenze del Commercio Internazionale" presso l'Istituto Universitario di Studi Europei di Torino, sostenendo con esito positivo il colloquio finale. Nel 1990 frequento il corso "Economia del sistema agroalimentare" presso il Centro di formazione professionale della Provincia di Parma. Nel 1990 frequento il corso "Marketing and the agri-food system" (docente Prof. VJ. Roth) presso la SMEA di Cremona. Nel 1991 sono nominata Cultore della materia per la disciplina “Economia e Politica Agraria” e in questa veste svolgo attività tutoriali per gli studenti e partecipo alle Commissioni d'esame della disciplina. Nel 1992 sono Visitor presso l’Università di Reading (UK) per preparare la tesi di dottorato con il Prof. Rehman, Farm Management Unit. Nel 1994 ottengo il titolo di Dottore di Ricerca in “Economia Montana e dei Sistemi Foresta-Legno-Ambiente”. Nel 1995 vinco il concorso per un posto da Ricercatore universitario (inquadrata dal gennaio 1996 nel Settore Scientifico Disciplinare G01X Economia ed Estimo Rurale) presso l’Università degli Studi di Parma. Nel 1996 frequento il corso “The Economics of Food Safety” presso la SMEA di Cremona. Nel 1997 frequento il corso “Vertical Market structures in the food sector and implications for Anti-Trust policy and other government policies” presso la SMEA di Cremona. Dal 1° novembre 1998 prendo servizio nel ruolo di Ricercatore universitario confermato (Settore Scientifico Disciplinare G01X Economia ed Estimo Rurale) (opzione tempo pieno) con afferenza presso l’Istituto di Economia Agraria e Forestale della Facoltà di Economia dell’Università di Parma. Nell’ambito dei compiti istituzionali previsti svolgo le attività tutoriali e didattiche consentite. Dal 1° febbraio 2003, a seguito di procedura di mobilità interna, svolgo la mia attività presso la Facoltà di Agraria, con afferenza presso il Dipartimento di Studi Economici e Quantitativi. Nel dicembre 2004 prendo servizio nel ruolo di Professore Associato (Settore Scientifico Disciplinare G01X Economia ed Estimo Rurale) presso la Facoltà di Agraria, con afferenza presso il Dipartimento di Economia, Università di Parma. Nel 2008 sono confermata nel ruolo di Professore Associato presso la Facoltà di Agraria, con afferenza presso il Dipartimento di Economia. Dal settembre 2012 afferisco al Dipartimento di Scienze degli Alimenti. Nel 2014 ho conseguito l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di Professore di Prima Fascia, per il per il settore concorsuale 07/A1 ECONOMIA AGRARIA ED ESTIMO, SSD AGR01, ai sensi dell’art. 16 della Legge n. 240/2010, validità: dal 7/10/2014 al 07/10/2020. Dal gennaio 2017 afferisco al Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, Università di Parma (regime di impegno tempo pieno).   Attività Scientifica   Analisi descrittiva delle tematiche di ricerca Dopo aver affrontato le classiche tematiche dell'economia agraria, sviluppo locale, degli effetti delle politiche agricole comunitarie sui mercati agricoli, ed in concomitanza con l'emergere delle problematiche connesse alla food safety, ho iniziato un percorso di ricerca relativo ai temi dell'economia e politica della qualità e sicurezza alimentare sui quali tuttora lavoro con più intensità sotto un duplice punto di vista: effetti delle politiche comunitarie per la qualità e la sicurezza degli alimenti sui consumatori e sulle relazioni tra le imprese del sistema agroalimentare. Negli ultimi anni ho lavorato prevalentemente nell’ambito di progetti comunitari. Analisi territoriale e sviluppo agricolo Tra le mie prime tematiche di ricerca l’analisi territoriale dello sviluppo agricolo e della specializzazione produttiva a livello locale. Successivamente ho proseguito questo filone approfondendo lo sviluppo locale in un’ottica distrettuale per verificare le potenzialità analitiche del distretto agro-industriale (Dai) per l’interpretazione dei rapporti che si sono creati nel corso del tempo tra agricoltura, industria e ambiente socio-economico nell’area di produzione del Prosciutto di Parma. La riflessione condotta su questi temi è proseguita cercando di superare l’ottica distrettuale per approfondire l’idea di sviluppo dell’attività agricola ed agroindustriale in contesti locali urbanizzati e terziarizzati. Grazie all’analisi di dati censuari e all’utilizzo dei bacini auto contenuti del lavoro, è stata verificata la tenuta in queste aree della produzione agricola e del tessuto sociale ad essa collegato. Agricoltura, ambiente e sostenibilità La tesi di dottorato, discussa nell’ormai lontano 1994, affronta il problema della produzione congiunta di derrate agricole e “ambiente” utilizzando, come caso di studio, la zootecnia trentina. Dopo aver identificato nella conservazione dell’ambiente una esternalità positiva dell’attività zootecnica estensiva e la presenza di un trade-off tra conservazione ambientale ed attività zootecnica intensiva, si è cercato di misurare questi trade-off senza immettere i prezzi, ma utilizzando l’analisi multi obiettivo. Le tecniche di analisi multi obiettivo e multi criteriali vengono riprese nel 2000, in occasione della partecipazione al progetto europeo MEDAFOR, che aveva per oggetto l’analisi di politiche atte a mitigare i processi di degrado dell’agricoltura nelle aree mediterranee, legati sia a fenomeni naturali che antropici. Nell’ambito del progetto l’unità di Parma ha identificato uno strumento che prevede l’utilizzo combinato dei Sistemi Informativi Geografici GIS e delle tecniche di Analisi Multicriteriale per la valutazione degli effetti economici ed ambientali delle politiche di sviluppo rurale a livello di bacino idrografico individuato come minima unità di studio. Lo strumento è stato sviluppato grazie alla collaborazione con i servizi della DG Ricerca dell’UE. Poliche gricole Nell’ambito del Progetto di Ricerca “EUROTOOLS” che si proponeva di mettere a punto modelli di programmazione lineare utilizzabile per effettuare analisi di politica agraria a livello comunitario, la candidata ha inteso analizzare, in particolare, la forma dei rendimenti di scala esistenti in agricoltura per verificare se l’utilizzo della programmazione lineare (che presuppone coefficienti fissi di produzione) è limitante rispetto alla forma “reale” della funzione di produzione e di costo delle imprese agricole. Ho partecipato, inoltre, a ricerche legate all’impatto delle misure di politica agraria a livello regionale, condotte in collaborazione con l’INEA o nell’ambito di progetti di ricerca promossi dalle Regioni Veneto e Emilia Romagna. Rientrano in questo filone una serie di studi oggetto di pubblicazione in volumi. Economia e politica della qualità e sicurezza alimentare: dalle imprese al consumatore In concomitanza con l’emergere delle problematiche connesse alla food safety, ho affrontato i temi dell’economia e politica della qualità e sicurezza alimentare. I lavori iniziali sono relativi alla analisi di aspetti generali relativi a questo tema e all’analisi delle potenzialità (in rapporto ai costi e benefici delle certificazioni) della “filiera” dei prodotti dell’agricoltura biologica (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 11) e sul ruolo della produzione biologica per la protezione dell’ambiente e della salute dei consumatori Dalle iniziali ricerche tese a valutare la disponibilità a pagare (DaP-WtP) dei consumatori per prodotti alimentari “sicuri”, utilizzando la valutazione contingente, si è sviluppata un’analisi esplorativa delle motivazioni all’acquisto di carne bovina dopo le gravi crisi che hanno colpito il settore, utilizzando anche le catene mezzi-fini (means and chain analysis). Nell’ambito tematico del food safety management, merita un cenno la valutazione degli effetti economici e gestionali della rintracciabilità nella filiera della carne bovina fresca. (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 12). Successivamente, con riferimento al tema dell’analisi della competitività di filiere, ho approfondito l’analisi della competitività del sistema lattiero-caseario veneto sviluppando alcune indicazioni di “policy” tese a rafforzate le aziende venete nei mercati/segmenti a maggior sviluppo potenziale. Inoltre, è stato affrontato il tema della crescita sui mercati internazionali per il sistema produttivo italiano, che vede nei prodotti riconosciuti da una denominazione comunitaria di qualità (prodotti Dop, denominazione di origine protetta) il loro business specifico. L’analisi è stata condotta utilizzando un approccio misto di analisi caratteristica del marketing e di individuazione dei gruppi strategici (economia industriale). (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 10). Ancora in corso di analisi e di futura pubblicazione, il prodotto delle ricerche condotte nell’ambito del progetto EU PRIME-FISH volto ad analizzare la competitività delle filiere della pesca e acquacoltura europea versus i paesi asiatici ed italiana sul mercato UE. Relativamente a questo progetto ho coordinato e partecipato alle ricerche su strumenti per stimare i prezzi sulla base di algoritmi statistici sviluppati in collaborazione con statistici e la disponibilità a pagare per prodotti con marchi di certificazione (tra questi le certificazioni ambientali). Con riferimento ai temi degli effetti delle politiche comunitarie per la qualità e la sicurezza degli alimenti sui consumatori, un primo filone di ricerca è relativo alla prosecuzione di una ricerca, quinquennale, sulla percezione dei consumatori italiani in tema di prodotti di origine vegetale derivanti o contenenti organismi geneticamente modificati, e degli effetti della regolamentazione comunitaria (rintracciabilità ed etichettatura) sulla percezione degli stessi. Nell’ambito del Progetto PEGASUS, in cui ho coordinato un Work package (il n.3) ho svolto una attenta analisi delle biotecnologie applicate al campo animale e loro effetti da un punto di vista economico (quelle che producono alimenti equivalenti a quelli convenzionali (non geneticamente modificati). Nel corso della ricerca, ho poi analizzato sui principali fattori economici che influiscono sull'utilizzo di animali geneticamente modificati per la produzione di alimenti e farmaci e gli ipotetici scenari che tale adozione potrebbe portare con particolare riferimento al caso del salmone, prodotto GM approvato delle Autorità americane. Questa ricerca ha reso necessario un approfondito studio delle metodologie qualitative e quantitative di analisi di scenario. Ulteriori prodotti derivanti da questo progetto, sono relativi alla realizzazione di due eventi di public engagement, realizzati in Italia e in Inghilterra per definire e testare una metodologia di coinvolgimento dei cittadini sui temi dello sviluppo di animali geneticamente modificati per ottenere alimenti e farmaci. (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 7 e 9 ). Nell’ambito del Progetto PreSto-GMO, l’Unità di Parma ha analizzato gli sviluppi potenziali di utilizzo degli OGM considerando la letteratura esistente, i database delle applicazioni in tutto il mondo e i punti di vista delle parti interessate. In particolare, ho collaborato all’organizzazione e svolgimento di seminari di identificazione degli OGM che potrebbero apparire sul mercato nei prossimi 10 anni e i loro potenziali effetti su salute, ambiente e problemi tecnico-economici e ai relativi deliverabale e paper. Questo filone, sviluppato in tema di novel food, mi ha portato a sviluppare contributi in tema di insetti e alimenti derivanti da insetti. Anche in questo caso sono state utilizzate più metodologie di ricerca (dalle qualitative alle quantitative). Rintracciabilità: il punto di vista delle aziende e dei consumatori Il tema della rintracciabilità degli alimenti è stato affrontato grazie all’utilizzo di fondi comunitari: progetto comunitario “Tracing the Origin of Food (TRACE. Nel corso di tale progetto ho svolto attività scientifica e di coordinamento nell’ambito del Work Package 7 (WP7): Consumer Perception, che ha avuto l’obiettivo di definire la percezione che il consumatore ha della rintracciabilità alimentare (di recente introdotta obbligatoriamente) e altresì del ruolo della rintracciabilità nello sviluppo di politiche di marketing in diversi paesi dell’Unione europea. In particolare, nel periodo in questione, le attività si sono concentrate nella organizzazione di focus group, redazione di questionari mediante l’utilizzo di metodologie qualitative, quali l’analisi delle catene mezzi-fini, identificazione, raccolta dati ed elaborazione di modelli (Theory of Planned Behaviour, TPB, Modelli di comportamento pianificato), nonché la stesura di rapporti scientifici e divulgativi. Nell'ambito del progetto TRACE numerose le partecipazioni a convegni e le pubblicazioni diffuse a livello nazionale e internazionale sul confronto tra diversi paesi europei della percezione della rintracciabilità. (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 4) Queste competenze hanno permesso lo sviluppo di successive analisi legate ad altri prodotti, come nel caso del latte UHT, al fine di approfondire il legame tra marca, etichettatura di origine e rintracciabilità nel processo di scelta del consumatore, frutta e verdura nonché alimenti derivanti da insetti (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 1; 2; 3). A seguito delle competenze acquisite durante l’attività di ricerca, ho sviluppato una conoscenza della letteratura sull’analisi della percezione che il consumatore ha delle regolamentazioni comunitarie tese alla protezione della salute e della rintracciabilità in particolare, così da essere stata invitata nel dicembre 2007 a tenere una relazione nell'ambito del seminario: "Risk and cost-benefit analysis of traceability in the agri-food chain" presso il Joint Research Centre della Commisione Europea, che ha sede a Ispra (Va) dal titolo: Present and future benefit of traceability in the food markets: consumers' perception and action", sul tema dei benefici (economici) che la rintracciabilità (intesa come capacità di conoscere la storia di un prodotto, gli operatori che hanno condotto alla sua produzione, ma anche la possibilità di un ritiro dallo scaffale e di un richiamo dopo l’acquisto)- e relativa etichettatura-, può rappresentare per il consumatore e per gli attori della filiera. Con riferimento ai contributi connessi all’analisi degli effetti delle politiche comunitarie per la qualità e la sicurezza degli alimenti sulle relazioni tra le imprese del sistema agroalimentare, i contributi successivi sono legati a prodotti/filiere tra loro molti diversi (agricoltura biologica) ma soprattutto al caso della rintracciabilità nella filiera della carne bovina fresca. Questo lavoro parte dall’analisi della regolamentazione comunitaria sulla rintracciabilità ed etichettatura della carne bovina e sui costi e vantaggi a questa collegati per i singoli attori della filiera: allevatori, macellatori, sezionatori, trasformatori e distributori. Il “prodotto” di queste azioni dipende però dal livello di fiducia, presenza o meno di comportamenti opportunistici, diffusione di informazioni, tipologie di contratti, che caratterizzano il settore della carne bovina. In particolare dipendono dal ruolo del cosiddetto capo-filiera, cioè dell’istituzione/impresa che per contratto proprietà o semplice potere contrattuale atta da coordinatore delle strategie complessive. In particolare è stata analizzata l’esperienza di Coop-Italia nella gestione della carne bovina. Nell’ambito di questo tema è stato preparato anche un contributo che confronta la situazione europea con quella statunitense. Successivamente ho lavorato al progetto Focus Balkans, finanziato con fondi europei nell’ambito del VII Programma Quadro. Il progetto aveva come duplice obiettivo quello di migliorare le competenze nella consumer food science e quello di creare, nello stesso tempo, un network tra istituzioni europee con un curriculum consolidato nell’area della consumer science con università, organismi pubblici e organizzazioni non governative attive nei Balcani Occidentali, che insieme siano in grado di portare avanti ricerche scientifiche con le competenze più avanzate, in un’area geografica dove le guerre e le tensioni sociali hanno impedito per un lungo periodo l’attività scientifica. I sei paesi dei balcani occidentali partecipanti al progetto sono Serbia, Croazia, Slovenia, Montenegro, Macedonia e Bosnia-Erzegovina, di seguito per brevità indicati in WBC (West Balkan Countries). La ricerca si è concentrata nello studio dei consumi alimentari nel caso di quattro prodotti: frutta, prodotti da agricoltura biologica, prodotti salutistici e prodotti tradizionali. E’ evidente che la scelta è caduta su quattro prodotti strategici per la comprensione dell’evoluzione dei consumi alimentari nell’area di studio. Comprendere i trend correnti dei consumi alimentari, inoltre, è importante non solo per impostare politiche nutrizionali e per la salute dei cittadini corrette, ma anche per stimolare i sistemi produttivi nazionali a reagire ai cambiamenti della domanda all’interno dell’area e a livello internazionale. Mi sono occupata in particolare di due casi di studio: frutta (Work Package 5) e prodotti tipici (Work Package 8). Il lavoro legato all’analisi del consumo di frutta trasformata è stato sviluppato per studiare la percezione dei consumatori per prodotti tradizionalmente consumati freschi ma oggi largamente disponibili come trasformati. Un ulteriore prodotto è relativo all'utilizzo della conjoint analysis per valutare le preferenze dei consumatori dei paesi studiati in merito ai prodotti tradizionali. La riflessione sull’importanza dei consumi di frutta per una corretta alimentazione e delle ragioni più profonde che ad essa sottintendono, nonché la conoscenza di metodologie di analisi per valutare le metodologie più adatte per l’analisi del consumo di frutta nei Balcani, è stata utilizzata per sviluppare una metodologia di analisi sui consumi di frutta in Italia, poi oggetto di pubblicazione. E' stato pubblicato anche il volume “Food Consumer Science”, edito da Springer, di cui sono coautrice in due capitoli, che raccoglie con esemplificazioni le metodologie più attuali in tema di analisi del consumatore. Altri lavori pubblicati con colleghi stranieri sono stati pubblicati su riviste internazionali o presentati a convegni. (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 6 e 8). Contemporanei lavori hanno utilizzato metodologie sviluppate nell’ambito del progetto applicandole ad altri prodotti e problematiche diverse (Pubblicazioni presentate per la procedura di valutazione n. 5). Temi di ricerca più recenti, quali quelle relativi al Progetto PrimeFish, avranno una divulgazione che ad oggi si è limitata a convegni. Nell’ambito dell’obiettivo generale di “PrimeFish”, migliorare la sostenibilità economica e la competitività dei settori europei della pesca e dell'acquacoltura, il gruppo di ricerca di Parma, è suddiviso in due differenti task: l’analisi e la misurazione della disponibilità a pagare e dell’importanza per il consumatore delle diverse caratteristiche/attributi dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura (forti dell’esperienza maturata in progetti precedenti) da una parte, e dall’altra sviluppare modelli di simulazione dei prezzi, in particolare dei "boom and bust". Ad oggi i primi risultati sono stati presentati a Convegni con relazioni orali e poster. Nell’ambito del progetto “CONSUMEHealth. Using consumer science to improve healthy eating habits”, finanziato dal programma Horizon 2020 Marie Skłodowska-Curie Actions sono il supervisore del vincitore della borsa, il Dott. Giovanni Sogari. L’obiettivo del progetto è di studiare le motivazioni e i comportamenti dei consumatori durante le loro scelte alimentari, in particolare quelle che conducono ad uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta. L’obiettivo finale è fornire raccomandazioni “evidence-based practice” per gli stakeholder dell’industria alimentare, enti pubblici e legislatori al fine di sviluppare e comunicare soluzioni innovative. Ad oggi sono state realizzate ricerche qualitative negli USA e in Italia su giovani adulti e bambini. Tali ricerche saranno oggetto di prossime pubblicazioni. I primi risultati sono stati presentati a Convegni con comunicazioni brevi o poster (Convegno EFSA 2018, ad esempio).   Indicatori sintetici dell’attività scientifica Author ID: 54979070500 http://orcid.org/0000-0003-3180-5496 • La mia attività scientifica è di seguito riportata, iniziando dal Posizionamento ANVUR attuale (tratto dal sito U-GOV) ritenuto ottimo. Riporto alcuni indicatori sintetici tratti da un “Quick Report” preparato dal Servizio Ricerca del nostro Ateneo aggiornato al 18 luglio 2018. La Fonte per l’analisi è Scopus/Scival. Indicatori sintetici al 18 luglio 2018 Copertura WOS 25 Copertura Scopus 21 Activity N. pubblicazioni ultimi 5 anni (2013-) 14 N. pubblicazioni ultimi 10 anni (2008-) 19 N. pubblicazioni ultimi 15 anni (2003-) 21 N. pubblicazioni da collaborazioni internazionali ultimi 5 anni (2013-) 6 N. pubblicazioni come 1°. Ultimo o corresponding author ultimi 10 anni (2008-)-solo articles, reviews,conferences papers 7 Collaboration Numero pubblicazioni da collaborazioni internazionali ultimi 5 anni 6 Citation Impact Totale citazioni ultimi 10 anni (2008-) 116 Totale citazioni ultimi 15 anni (2003-) 130 Indice h ultimi 10 anni 7 Impatto normalizzato ultimi 10 anni 1,85 (1,97 solo Scientific Papers) N. pubblicazioni degli ultimi 10 anni collocate nel top 10% per citazioni 2 N. pubblicazioni degli ultimi 10 anni su riviste collocate nel top 25% (Q1) per CiteScore 8 Journal Impact Numero pubblicazioni degli ultimi 5 anni (2013-) su riviste collocate nel top 25% (Q1) per CiteScore 8 ASN/1 Fascia 3/3 ASN/Commissari 3/3 Fonte: “Quick Report” preparato dal Servizio Ricerca del nostro Ateneo aggiornato al 18 luglio 2018. La Fonte per l’analisi è Scopus/Scival. • In allegato al CV riporto la stampata dell’Author Profile di SCOPUS, aggiornata al 25/10/2018. Riporto i dati sintetici. N. pubblicazioni SCOPUS ultimi 15 anni (2003-) 22 Articles 16 Article Book chapters 6 Book Chapter h-index 8 Total citations 150   Coordinamento e partecipazione gruppi di ricerca nazionali Titolare di vari progetti di ricerca FIL nel 2005/2006/2007 (Analisi dei consumatori), ho partecipato a progetti PRIN, CNR (Ruralità e tutela dell’ambiente in aree periurbane) e MURST (Funzione delle Associazioni di produttori). Direzione/Coordinamento di progetti di ricerca europei Ho partecipato a nove progetti comunitari (due in corso) svolgendo ruoli con livelli di responsabilità crescente. In qualità di responsabile scientifico coordino l'attività scientifica del gruppo, coordino i rapporti con i partner della ricerca, supervisiono i progressi del lavoro, la diffusione dei risultati, gestisco gli aspetti amministrativi e mi rapporto con l'amministrazione universitaria, i partner e la commissione per l’attività di rendicontazione. Dai siti dei progetti è possibile verificare quanto sopra riportato e/o avere maggiori informazioni. Il primo progetto aveva per oggetto l’analisi dell’impatto delle politiche agricole sull’agricoltura nazionale (Programma FAIR - progetto di ricerca EUROTOOLS Tools for evaluating EU agricultual policy at different decision levels) e nell’ambito di questo porgetto il mio ruolo è stato quello di partecipazione ad alcuni rapporti in particolare tesi ad analizzare la presenza di economie di scala. Il secondo progetto era teso ad analizzare il problema della desertificazione in aree mediterranee (Programma Environment & Climate – azione concertata MEDAFOR – Assesment of EU Policies and Forestry Activity in Limiting Mediterranean Desertification) e per questo ho coordinato l’attività dell’unità di Parma e svolto l’attività di coordinamento per le analisi di una area di studio identificata nella provincia di Parma. Il terzo progetto verteva sulla valorizzazione dei Prodotti con denominazioni protette (Programma FAIR - Azione concertata DOLPHINS Development of Origin Labelled Products, Innovation and Sustainability), e ho svolto alcune limitate attività di ricerca. Dal quarto progetto il mio ruolo è diventato più importante, in quanto sono sempre stata Responsabile scientifico dell’Unità. Quindi coordino l’attività scientifica del gruppo, coordino i rapporti con i partner della ricerca, supervisiono i progressi del lavoro, la diffusione dei risultati, gestisco gli aspetti amministrativi e mi rapporto con l'amministrazione universitaria, i partner e la commissione per l’attività di rendicontazione. Il quarto progetto di durata quinquennale, iniziato nel 2005, è denominato TRACE (Tracing Food Commodities in Europe – contract n. 006942 FOOD, 6° P.Q. di RST della U.E) Consumer Behaviour Research- http://www.trace.eu.org/, nel quale ero responsabile scientifico dell'Unità locale. Il quinto progetto iniziato nel 2008 è denominato FOCUS BALKANS (Food Consumer Science in the Balkans, 7° P.Q. della U.E.) - http://www.focus-balkans.org/, sempre come responsabile scientifico dell'Unità locale. Il sesto progetto, sempre nell’ambito del 7PQ iniziato nel 2009 è denominato PEGASUS (Public Perception of Genetically modified Animals, 7° P.Q. della U.E.), responsabile scientifico dell'Unità locale e work package Leader del WP3: Production chain context. Il settimo progetto, a cui ho partecipo come promotore e poi membro dell’Unità locale è una preparatory action dal titolo PreSto GMO ERA-NET, CSA, Preparatory steps towards a GMO research ERA-Net KBBE.2013.3.5-02. https://cordis.europa.eu/project/rcn/110106_en.html L’ottavo e il novo progetto che desidero ricordare e ancora in corso sono stati finanziati nell’ambito di HORIZON 2020, per un importo complessivo supera il mezzo milione di euro per l’unità di Parma. PrimeFish, acronimo di Developing innovative market orientated prediction toolbox to strengthen the economic sustainability and competitiveness of european seafood on local and global markets , del quale sono responsabile scientifico dell'Unità locale, è progetto quadriennale, iniziato nel marzo 2015, teso ad analizzare la competitività delle filiere della pesca ed acquacultura europee. http://www.primefish.eu/. In particolare l’Unità di Parma sta svolgendo analisi sia sul consumatore (analisi della Willingness to Pay, sia sulla parte di analisi statistica dei prezzi, in collaborazione con un gruppo di Statistici dell’Ateneo). CONSUMEHealth del quale sono responsabile scientifico istituzionale e tutor del vincitore, il Dott. Giovanni Sogari. Si tratta di una borsa Marie Skłodowska-Curie Global Fellowship tesa a sviluppare competenza nell’ambito dello studio degli stili alimentari. Partner organization: Cornell University (Ithaca, USA); Secondment: European Food Safety Authority (EFSA). https://giovannisogari.com/consumehealth-msca-project/about-the-project.... L’obiettivo del progetto è di studiare le motivazioni e i comportamenti dei consumatori durante le loro scelte alimentari, in particolare quelle che conducono ad uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta. L’obiettivo finale è fornire raccomandazioni “evidence-based practice” per gli stakeholder dell’industria alimentare, enti pubblici e legislatori al fine di sviluppare e comunicare soluzioni innovative. Rapporti e Deliverables di progetti comunitari Sono coautore dei rapporti di ricerca (Deliverable) legati ai progetti finanziati dall’Unione Europea e descritti nelle pagine precedenti. 

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