Professore di I fascia
Unità organizzativa afferente: Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie
SSD: Clinica medica veterinaria (MVET-04/B)

Curriculum Vitae

Professore di Prima Fascia dal 2001 per il S.S.D. M-VET 04/B (ex VET/08) - Clinica Medica Veterinaria e afferisce al Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Parma.

Attività didattica

Attualmente titolare degli insegnamenti di “Terapia Medica Veterinaria” al IV anno, e dei corsi a scelta “Introduzione all’oncologia degli animali da compagnia: dall’approccio clinico al referto anatomopatologico” al IV anno, di “Oncologia Medico Veterinaria” e “Medicina e Chirurgia Equina” al V anno nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria; e di “Semeiotica Clinica Equina” nell’ambito del Corso di Laurea triennale in Scienze Zootecniche e Tecnologia delle Produzioni Animali (SZTPA). Inoltre è membro del Collegio Docenti delle Scuole di Specializzazione di “Ispezione degli Alimenti di Origine Animale” e “Sanità Animale, Allevamento e Produzioni Zootecniche” in cui svolge regolare attività didattica al terzo anno.

Egli è Tutor Accademico per l’orientamento al IV anno di studio di Clinica Medica, Clinica Chirurgica e Clinica Ostetrica, nonché Tutor Accademico per il tirocinio pratico di Clinica Medica al V anno.

Dall’atto della loro costituzione ad oggi è presidente del Master di II livello in “Medicina Comportamentale Cognitivo-Zooantropologica” e di “Emergenza Veterinaria nelle Catastrofi”, e dei Master di I livello in “Istruzione Cinofila Cognitivo-Zooantropologica” e “Istruzione e Riabilitazione negli Equidi Cognitivo-zooantropologica”, attivati dall’Ateneo di Parma e in cui ricopre anche il ruolo di docente.

È stato componente del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca, attivati dall’Università di Parma, in “Farmacologia e Tossicologia Sperimentali” poi in “Scienze del Farmaco delle Biomolecole e dei Prodotti per la Salute”; attualmente è componente del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Scienze Medico Veterinarie. È stato anche componente del comitato esecutivo nel dottorato di ricerca internazionale in "Inspective and Sanitary Concerns in Animal Production in Exchanges between the European Union and the People's Republic of China" con sede amministrativa presso l'Università di Pisa.

Esperienze estere

Tra i diversi periodi trascorsi all’estero è stato alla Clinique Vétérinaire Dott. Auer a Mulhouse (Francia) per un’esperienza lavorativa nel 1981 e alla Klinik für Pferde della Tierärztlichen Hochschule di Hannover (Germania) nel 1988.

Altri incarichi

È stato componente dell’OPBA (Organismo Preposto al Benessere degli Animali) dell’Ateneo di Parma in qualità di membro scientifico, ed è membro del Comitato Scientifico di Area 07 – Scienze Agrarie e Veterinarie del medesimo Ateneo.

Terza missione

Svolge regolare attività clinica-assistenziale all’interno dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico (OVUD) del Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell’Università di Parma occupandosi prevalentemente di medicina interna degli animali da compagnia (cani, gatti e cavalli).

Attività di ricerca e pubblicistica

L'attività di ricerca, principalmente indirizzata sulla farmacologia clinica, sulla individuazione di nuovi protocolli terapeutici, e alla medicina interna nell’ambito della clinica degli animali d’affezione, è testimoniata da oltre 250 memorie a stampa pubblicate su riviste nazionali ed internazionali (Orcid: 0000-0002-0727-1167) diverse delle quali sono state oggetto di comunicazione in occasione di Convegni Scientifici Nazionali ed Internazionali. Svolge attività di referee per riviste scientifiche internazionali e collabora con diversi gruppi di ricerca italiani e spagnoli.

In qualità di relatore su invito o chairman ha partecipato a numerosi convegni e seminari in Italia e all’estero organizzati da Società Scientifiche, Università, Ordini Professionali. All’attivo presenta inoltre diverse attività editoriali, quest’ultime concretizzate con la pubblicazione dei seguenti libri:

  • Il Medicinale Veterinario: terapia e legislazione. Edizioni SBM (1992) insieme al Prof. GC Signorini, 485 pagine
  • Prontuario di terapia degli animali da compagnia. Cristiano Giraldi editore (2000), 490 pagine
  • Manuale di terapia degli animali da compagnia. Toriazzi editore (2012), 316 pagine.

Egli ha tradotto inoltre 4 edizioni del “Dizionario pratico di terapia del cane e del gatto” del Moraillon edito da Masson (1988 prima edizione, 1994 seconda edizione; 1998 terza edizione, 2006 quarta edizione); il testo “L’alimentazione del cane e del gatto di Case, Carey e Hirakawa edito da Mosby Doyma (1997); il capitolo di “Farmacologia” del Manuale Merck Veterinario - 8° edizione edito da Cristiano Giraldi editore (2003).

Dal 1990 è Socio Onorario SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) e dal 2001 dell'AIVPA (Associazione Italiana Veterinari Piccoli Animali). Insieme ai Proff.ri D. Bennett (United Kingdom) e J.P. Cotard (France), ha ricoperto la carica di membro del <<Iams Company Award Committee 1997>> ed è stato presidente della commissione per la borsa di studio in memoria di Cirillo Elisabetta. È Componente della commissione per la valutazione del premio annuale “La Mia Tesi” promosso da AIVPAFE.

È stato componente dell’editorial board della SISVET (Società Italiana delle Scienze Veterinarie). Per alcuni anni è stato referee scientifico per le proposte di ricerca dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d‘Aosta. Ha ricoperto il ruolo di Presidente AIVPAFE (Associazione Italiana Veterinari Patologi Felini) dal 1999 al 2005 e Presidente AIVPA dal 2008-2011. Da ottobre 2014 ad oggi è Vicepresidente AIVPAFE. Dal 2006 ad oggi è direttore scientifico della rivista “Rassegna di Medicina Felina” e nel 2024 è stato componente del comitato di redazione di “L’Avvenire Agricolo”.

Insegnamenti

Ricerca

Pubblicazioni

Iniziative di Public Engagement

  • Anima Animale: prendersi cura di una vita

    Corso organizzato sa Scuola Capitale Sociale. Titolo relazione: Quali sono le circostanze di morte del pet?

  • Le cure palliative nelle patologie oncologiche dei piccoli animali: quando il proprietario si trova a dover decidere

    evento divulgativo organizzato dall'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Rovigo

  • Rumore del Lutto. L'invisibile al mondo: etica, sostenibilità e dinamiche di vita

    Qunado l'invisibile è un carrier di malattia nei nostri animali

  • L'Anno del Gatto: pillole di cultura felina per allevatori e proprietari

    partecipazione in qualità di docente

  • Anima Animale. Prendersi cura di una vita

    Evento organizzato da Scuola Capitale Sociale.

  • Luci ed ombre degli animali in città

    lezione svolta a tutti gli studenti delle scuole superiori dei licei scientifici

  • Convegno "Il rumore del lutto". Relazione "Anche i cani hanno un'anima?"

    CULTURA DELL’ANIMA: ETICA, SOSTENIBILITÀ E DINAMICHE DI VITA

  • MALATTIE INFETTIVE FELINE: QUALE APPROCCIO ?

    tematiche inerenti le principali virosi feline: diagnosi, cura e profilassi

  • Webinar GISPEV "Alfabeto del cucciolo"

    La fitoterapia pediatrica negli animali da compagnia: come, quando e perchè

  • XVI edizione del festival IL RUMORE DEL LUTTO: Curami

    Relatore sul tema: Il rischio over-treatment in Medicina Veterinaria

  • Relatore al webinar GISMVet

    Uso terapeutico delle MSC nelle patologie del fegato

  • Moderatore al Congresso Nazione AIVPAFE (Associazione Italiana Veterinari Patologia Felina) in collaborazione con ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana) e Osservatorio Italiano HCM Felina

    il Congresso Nazionale AIPAFE, che vede per la prima volta insieme la categoria dei Medici Veterinari insieme agli allevatori di gatti, ha come titolo "Il gatto: malattie genetiche, problematiche di allevamento, aspetti legali"

  • Luci ed ombre degli animali in città

    vengono illustrati i vantaggi e gli svantaggi correlati alla presenza degli animali in ambiente urbano con particolare riguarda al rischio zoonosico

  • partecipazione in qualità di relatore al 60° Congresso Nazione AIVPA: Medicina Felina

    Feline Infections Peritonitis: il dilemma terapeutico

  • webinar in lingua spagnola visibile su: https://www.animalshealth.es/empresas/fatro-ofrece-webinar-hepatopatia-cronica-perro

    vengono illustrate le modalità diagnostiche e terapeutiche in corso di epatopatia cronica del cane

  • IL RUMORE DEL LUTTO: visioni, etica, sostenibilità, dinamiche di vita

    IL RUMORE DEL LUTTO: visioni, etica, sostenibilità, dinamiche di vita

  • I miracolosi effetti dei cani sui malati di Alzheimer: così aiutano a prescindere da taglia e razza

    I miracolosi effetti dei cani sui malati di Alzheimer: così aiutano a prescindere da taglia e razza. Basta solo la presenza di un amico a quattro zampe per ridurre l’isolamento sociale e la solitudine delle persone con la malattia di Alzheimer (AD). La presenza di un cane, infatti, stimola i pazienti ad interagire, indipendentemente dalla taglia e dalla razza. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Animals e realizzato in Italia. A coadiuvare la ricerca per un gruppo di lavoro multidisciplinare, è Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma.

  • La presenza di un cane fa bene ai malati di Alzheimer Basta la presenza di un cane, indipendentemente da taglia e razza, per ridurre l’isolamento sociale e la solitudine dei malati di Alzheimer.

    Viene da un gruppo di clinici e comportamentalisti veterinari italiani la dimostrazione che nei malati di Alzheimer la presenza di un amico a 4 zampe può migliorare il benessere generale, così come percepito sul piano cognitivo e mnemonico. Lo studio, liberamente fruibile dalla rivista Animals, e coordinato da Fausto Quintavalla (Università di Parma), ha coinvolto 30 pazienti con malattia di Alzheimer e 3 cani co-terapeuti, Nell’arco di due mesi, i partecipanti hanno frequentato 24 sessioni di “interventi assistiti da animali” e sono stati messi a confronto con un secondo gruppo di persone affette dalla medesima malattia, ma senza la possibilità di entrare in contatto con i cani. Basandosi su diversi test di valutazione, ivi compreso un questionario sul benessere dell’anziano e le sue abilità cognitive, è emerso che “le persone che hanno avuto la possibilità di giovarsi della presenza del cane hanno ottenuto un miglioramento complessivo del proprio stato di benessere....

  • Alzheimer, un cane riduce l’isolamento sociale e combatte la solitudine

    Che il cane sia un grande amico dell’uomo, si è sempre saputo, ma qui ci troviamo di fronte ad una scoperta sensazionale. Indipendentemente dalla taglia e dalla razza, infatti, si è visto che la presenza di cani stimola i pazienti con malattia di Alzheimer (AD) ad interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di lavoro multidisciplinare coordinato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Parma, ed è stato pubblicato sulla rivista internazionale Animals.

  • Un cane aiuta a vivere meglio le persone affette dal morbo di Alzhemeir: lo studio

    Un animale accanto alle persone con la malattia di Alzheimer (AD) li aiuta a uscire dal loro stato di isolamento mentale, diventando per loro uno forte stimolo a interagire. È questo il risultato di uno studio sulla pet therapy applicata all’Alzheimer, realizzato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals.

  • Alzheimer, la presenza del cane migliora l'interazione

    Nei malati di Alzheimer la presenza del cane può migliorare lo stato complessivo del benessere percepito, anche sul piano cognitivo e mnemonico. La presenza di un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. Lo dice uno studio italiano interdisciplinare, appena pubblicato sulla rivista internazionale Animals. Lo studio porta la firma del prof Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie di Parma, che ha coordinato il gruppo di lavoro composto dai docenti Giuseppina Basini, Alberto Sabbioni (Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie) e Paolo Caffarra (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), dalla psicologa Diana Spinelli e dai medici veterinari esperti in medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico Simona Cao e Fiammetta M. Rossi.

  • Alzheimer, Fido aiuta i malati a ridurre l'isolamento sociale

    Ancora una volta i nostri amici a quattro zampe in aiuto di noi umani. Stando a un nuovo studio italiano pubblicato sulla rivista internazionale Animals, infatti, vivere con un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimolerebbe le persone affette da Alzheimer a interagire contribuendo a ridurre isolamento sociale e solitudine. Secondo quanto riportato da agenpress.it, la ricerca - condotta da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del dipartimento di Scienze medico- veterinarie dell’Università di Parma - ha coinvolto 30 pazienti con questa patologia neurodegenerativa e tre cani coterapeuti, e poi un secondo gruppo composto da 10 persone affette sempre da Alzheimer, che ha effettuato gli stessi test di valutazione dell’altro gruppo ma senza la possibilità di entrare in contatto con i quattro zampe. Ne è emerso che chi ha avuto modo di giovare della presenza di Fido ha mostrato un miglioramento complessivo, anche sul piano cognitivo.

  • Alzheimer, la presenza di un cane può aiutare i malati: lo studio

    La presenza di un cane, al di là dalla taglia e dalla razza, può stimolare le persone che soffrono del morbo di Alzheimer, una patologia neurodegenerativa a decorso cronico e progressivo, ad interagire, riducendo così l’isolamento sociale e la solitudine. A sottolinearlo, un recente studio realizzato da un team di ricercatori coordinato da Fausto Quintavalla, docente del dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell'Università di Parma e pubblicato sulla rivista scientifica “Animals”.

  • Alzheimer: avere un cane aiuta a ridurre l’isolamento sociale dei malati

    L'Università di Parma ha osservato trenta malati in relazione ad alcuni animali: i benefici di questa interazione sono stati molteplici

  • Alzheimer, lo studio dell’ateneo di Parma sui benefici dati dai cani La ricerca dell’Università pubblicata sulla rivista ‘Animals’, rivela che un paziente tende a isolarsi meno e a interagire di più..

    Indipendentemente da razza e taglia, la presenza di un cane stimola una persona con la malattia di Alzheimer a isolarsi meno e a interagire di più con gli altri. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista internazionale ‘Animals’, realizzato dal gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato dal professor Fausto Quintavalla del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma. Lo studio su 30 pazienti Lo studio ha coinvolto 30 pazienti malati di Alzheimer e tre cani co-terapeuti. Del gruppo di ricerca hanno fatto parte i docenti di Scienze Medico-Veterinarie Giuseppina Basini e Alberto Sabbioni, Paola Caffarra del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, la psicologa Diana Spinelli e due specialisti in Medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico, Simona Cao e Fiammetta Rossi. Il programma è durato 12 settimane, nel corso delle quali tutti i pazienti hanno partecipato a un totale di 24 sessioni di interventi assistiti da animali...

  • su "La Stampa" vengono riportati gli esiti di una ricerca relativa all'utilizzo dei cani in pazienti affetti da Alzheimer: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/06/11/news/avere-un-c

    su "La Stampa" vengono riportati gli esiti di una ricerca relativa all'utilizzo dei cani in pazienti affetti da Alzheimer:

  • Malattia di Alzheimer, i benefici della presenza di un cane: i risultati in uno studio dell’Università di Parma

    presentazione risultati in uno studio dell’Università di Parma sulla Malattia di Alzheimer

  • Alzheimer, i benefici di avere un cane: lo studio dell'università di Parma

    I cani aiutano chi soffre di Alzheimer. Lo dice uno studio realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell'Università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals. Indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. La ricerca, compiuta da un gruppo di docenti dell'Ateneo e da due medici veterinari esperti in medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico, ha coinvolto 30 pazienti con Alzheimer e tre cani coterapeuti. Nell'arco di 12 settimane tutte le persone hanno partecipato a un totale di 24 sessioni di interventi assistiti da animali (Aai), utilizzando diversi test di valutazione: Mini‐Mental state examination (Mmse), Questionario sul Benessere e l'invecchiamento (Ben) e Alzheimer's Disease Assessment Scale (Adas).

  • ALZHEIMER, LA COMPAGNIA DI UN CANE RIDUCE L’ISOLAMENTO

    viene illustrata una ricerca pubblicata su una rivista internazionale dove si descrive il ruolo del cane nei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer. L'articolo è visibile nel sito: https://www.nelcuore.org/?p=54381#:~:text=CANE RIDUCE L’ISOLAMENTO-,ALZHEIMER, LA COMPAGNIA DI UN CANE RIDUCE L’ISOLAMENTO,11 giugno 2021,-86

  • La presenza di un cane, anche di piccola taglia, può ridurre l'isolamento nei malati di Alzheimer Lo studio dell'Università di Parma è stato pubblicato sulla rivista internazionale Animals

    https://www.agi.it/salute/news/2021-06-11/alzheimer-universit-parma-cane-isolamento-12883137/#:~:text=HOME > SALUTE,rivista internazionale Animals

  • LA PRESENZA DI UN CANE, ANCHE DI PICCOLA TAGLIA, PUO' RIDURRE L'ISOLAMENTO NEI MALATI DI ALZHEIMER

    La presenza di un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer (AD) a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. Lo dice uno studio realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals. La ricerca, compiuta dal gruppo composto dai docenti dell’Ateneo Giuseppina Basini, Alberto Sabbioni (Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie) e Paolo Caffarra (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), dalla psicologa Diana Spinelli e dai medici veterinari esperti in medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico Simona Cao e Fiammetta M. Rossi, ha coinvolto 30 pazienti con malattia di Alzheimer e 3 cani coterapeuti.

  • Avere un cane aiuta i malati di Alzheimer a ridurre l’isolamento sociale e la solitudine

    AgenPress – Vivere con un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. E’ quello che rileva uno studio realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals. La ricerca, compiuta da un gruppo di docenti dell’Ateneo e da due medici veterinari esperti in medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico, ha coinvolto 30 pazienti con Alzheimer e tre cani coterapeuti.Un secondo gruppo composto da 10 persone con la medesima malattia ha effettuato gli stessi test di valutazione ma senza avere la possibilità di entrare in contatto con i cani. Le persone che hanno avuto la possibilità di giovarsi della presenza del cane hanno ottenuto un miglioramento complessivo del proprio stato di benessere....

  • La presenza di un cane dà benefici alle persone affette da Alzheimer: i risultati di uno studio dell'università di Parma

    La presenza di un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. Lo dice uno studio realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del dipartimento di Scienze medico-veterinarie dell’università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals.

  • Webinar: Epatopatie croniche nel cane: cosa c'è di nuovo?

    tramite la piattaforma Zoom vengono affrontate le modalità diagnostiche e terapeutiche in corso di epatopatie croniche del cane

  • Attività clinico-assistenziale presso l'Ospedale Veterinario Universitario Didattico (OVUD) del Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie dell'Università di Parma

    viene fornita attività clinico-assistenziale di competenza medica agli animali da compagnia e cavalli di proprietà sottoposti a visita nell'OVUD

  • Congresso Nazionale AIVPA (Associazione Italiana Veterinari Piccoli Animali)

    Dall'acuto al cronico: prevenzione e terapia per una lunga vita

  • Il Rumore del Lutto: Verità

    Il dovere della verità: etica, sostenibilità, dinamiche di vita

  • Antibiotic treatment: a bovine focus

    Presentazione e discussione relativa all'uso di farmaci antimicrobici nel comparto delle bovine da latte

  • IL RUMORE DEL LUTTO- XIII EDIZIONE

    Riflessione multidisciplinare su alcune delle molteplici declinazioni e prospettive nel passaggio tra ambiente, etica, sostenibilità e fine vita

  • Attività clinica-assistenziale presso l'Ospedale Veterinario Universitario Didattico del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie

    Diagnosi e cura di animali riferiti all'Ospedale Veterinario Universitario Didattico da liberi professionisti o direttamente dai proprietari

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