U-GOV IRIS - Ultime pubblicazioni: 
U-GOV IRIS RM - CV breve: 

Titoli di studio: Dottorato in Scienze Chimiche, (Univ. di Parma 1992); Laurea in Chimica (Univ. di Parma1987). 2020-2023 Direttore del Dipartimento SCVSA dell’Univ. di Parma. 2018-oggi Professore Ordinario di Chimica Organica, Univ. di Parma. 2000-2018: Professore Associato Univ. di Parma; 2017-2019 Coordinatore del Dottorato in Scienze Chimiche dell’Università di Parma. Premi: 2015-Premio alla ricerca - Divisione di Chimica Organica della SCI. 2017-oggi Membro del Consiglio Direttivo del gruppo Interdivisionale di Biotecnologie SCI. Progetti di ricerca: 2017-oggi: responsabile Unità progetto MSCA-RISE Nano Oligomed; 2015-2018. Responsabile dell’Unità progetto H2020 ULTRAPLACAD. 2011-2014 Coordinatore Nazionale PRIN09-Molecular recognition of micro-RNA (miR) by modified PNA: from structure to activity. Responsabile locale del progetto FISR-COVID: “COVID-miRNAPNA”. 2020-21 Responsabile progetto P-Teran della Regione Emilia Romagna. 2018-2020-Responsabile locale progetto Fondazione Fibrosi Cistica ((CF-miRNA-THER). Membro del Scientific Committee del Workshop “Biophotonics 2011”, (Parma, 2011). Session Chair - Drug Discovery and Therapy World Congress (Boston 2013). Membro del Comitato organizzatore di congressi internazionali (2) e nazionali (1). 2017- Guest Editor di Molecules (MDPI); 2010-2015- Membro dell’ Editorial Board della rivista Chirality (Wiley-VCH); 2012-2016 membro dell’Editorial Board e Acquisition Editor della rivista Artificial DNA, PNA & XNA (Landes Bioscience poi Taylor&Francis). Editor di un libro edito da Springer. RC è autore di 191 pubblicazioni (165 su riviste ISI, 19 capitoli di libro in Inglese) 1 brevetto internazionale e uno italiano H-index (ISI): 41 (al 23/3/2022). Attività di ricerca: studio del riconoscimento molecolare di sostanze bio-attive da parte di molecole di sintesi. In particolare negli ultimi anni si è dedicato alla sintesi di PNA modificati e al loro uso in diagnostica e come farmaci anti-gene e anti-miR.

U-GOV IRIS RM - CV lungo: 

Roberto Corradini-cv al 23/3/2021
Professore Ordinario di Chimica Organica, Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale-Università di Parma
Data di Nascita. 31-12-1963

Titoli di Studio: Dottorato in Scienze Chimiche, Università di Parma, 1992, Laurea (110/110 e Lode) in Chimica, Università di Parma, 1987.

Carriera Accademica: 1-gennaio 2020 –oggi: Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale-Università di Parma. 1-gennaio 2020 –oggi Membro del Senato Accademico dell’Università di Parma. Ottobre 2018-oggi Professore Ordinario di Chimica Organica SSD CHIM/06 Università di Parma. 2000-2018 Professore Associato, Università di Parma. 2013-Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): abilitazione per la I fascia in 03/C1-Chimica Organica. 2007-oggi Membro del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Chimiche, Università di Parma. 2017-2019 Coordinatore del Dottorato in Scienze Chimiche; 2013-2017: Vice Coordinatore del Dottorato in Scienze Chimiche. 1996–2000 Ricercatore, Università di Parma. 1994-1995 Borsista post-doc Dipartimento di Chimica Organica e Industriale- Università di Parma. 1991 Periodo di ricerca presso Institute de Biophysique- Museum National d’Histoire Naturelle Paris (con il prof. Claude Hèléne).
Premi: 2015- Premio alla ricerca "Chimica Organica nei suoi aspetti di determinazione strutturale e interazioni molecolari" della Divisione di Chimica Organica della Società Chimica Italiana. 1992-Premio “Chiralità”della Ditta Waters, Univ. Di Parma.

INDICATORI BIBLIOMETRICI GENERALI.
Indice H (ISI-WOS): 41 Indice H (SCOPUS): 43 (aggiornato al 22/3/2022)
Pubblicazioni ISI (Core Collection): 191, di cui articoli su riviste ISI: 165.
Capitoli di libro: 19
Citazioni: 4902 (WOS, senza autocitazioni: 4043); 5150 (SCOPUS)
N. Brevetti internazionali: 1 (esteso in USA, Giappone, Canada e EU). N. Brevetti nazionali: 1.
Responsabilità progetti di ricerca: 2017-oggi: responsabile di unità a WP leader nel progetto MSCA-RISE Oligo Nanomed; 2015-2018. Responsabile dell’Unità di Parma (linked third party) e WP leader nel progetto H2020-ULTRAsensitive PLAsmonic devices for early CAncer Diagnosis (ULTRAPLACAD). 2011-2014 Coordinatore Nazionale di un Progetto PRIN09-Molecular recognition of micro-RNA (miR) by modified PNA: from structure to activity. 2021-22. Responsabile locale del progetto FISR-COVID: “COVID-miRNAPNA”. 2020-21 Responsabile progetto P-Teran finanziato dalla Regione Emilia Romagna (Laboratorio per la imprenditorialita). 2018-2020-Responsabile locale progetto Fondazione Fibrosi Cistica ((CF-miRNA-THER). 2016-2017 Responsabile locale progetto Fondazione Fibrosi Cistica (MIRORNA-CF). 2012-2015. Responsabile locale progetto Spinner (Regione Emilia Romagna) PNA-NOVA; 2012-2014: Responsabile locale di progetto TOPTHAL- FILAS-CR-2011-1054 Finanziato dalla Regione Lazio, in collaborazione con IRBM (Pomezia); 2007-2009 Responsabile locale per le attività di ricerca nel progetto Europeo EUROBIOTECH.

Interessi di Ricerca. Chimica Bioorganica: sintesi di molecole progettate per il riconoscimento molecolare di specie di interesse biologico. In particolare RC ha svolto in ordine cronologico, ricerche nei seguenti settori: 1) sviluppo di molecole in grado di discriminare enantiomeri di ammino acidi, idrossiacidi e derivati; 2) sviluppo di sensori fluorescenti basati su ciclodestrine per la rivelazione di ioni, molecole organiche e per la discriminazione di enantiomeri; 3) identificazione e rivelazione di tossine di interesse alimentare; 4) sintesi e proprietà strutturali di acidi peptido-nucleici (PNA) modificati; 5) Sintesi di PNA per applicazioni terapeutiche mediante strategia anti-gene e anti-miR; 6) messa a punto di sistemi diagnostici e genosensori basati su PNA; 7) coniugazione di PNA e acidi nucleici con materiali nanostrutturati.

Informazioni Aggiuntive
Docenza. 2000-04; Laboratorio di Chimica Organica 2, Corso di Laurea in Chimica, Facoltà di Scienze, Università di Parma. 2001-11; Corso di Chimica Bioorganica e Chimica Peptidica per il Corso di Laurea in Biotecnologie , Facoltà di Scienze, Università di Parma, 2004-10; Corso di Chimica Organica per il Corso di Laurea in Biotecnologie , Facoltà di Scienze, Università di Parma 2008-2014; Corso di Chimica Bioorganica (modulo per gli AA2009/10 e 2010/11) per il Corso di Laurea Magistrale di Biologia Molecolare, Facoltà di Scienze, Università di Parma 2009-10; Corso di Chimica Organica per il Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica , Facoltà di Ingegneria, Università di Parma 2010-oggi; Corso di Chimica Organica e Bioorganica per il Corso di Laurea in Biotecnologie , Università di Parma. 2014-15. Corso di Meccanismi di reazione per il corso di Laurea Magistrale in Chimica, Dipartimento di Chimica Università di Parma. 2015-oggi Corso di Chimica Organica dei Materiali, per il corso di Laurea Magistrale in Chimica, Università di Parma (dal 2017 1 modulo). 2017-2020 Corso di Chimica Organica per le Biotecnologie (2 modulo). Corsi per Dottorato. Chirality and Chiral Discrimination (Università di Parma, 2 edizioni: 3-15 luglio 2016, 6-23 luglio 2019).
Relatore di otto tesi di Dottorato in Scienze Chimiche presso l’Università di Parma di cui una ha ricevuto un premio nazionale (CINMPIS). Relatore di due Tesi di Dottorato in Scienze Chimiche in corso presso l’Università di Parma. 2000-oggi: Relatore o correlatore Tesi di Laurea (Quinquennale, Specialistica o Magistrale) in Chimica (27), Scienze e Tecnologie Alimentari (10), Biologia Molecolare (2) e Biotecnologie Industriali (1) presso l’Università di Parma. Relatore esterno di una tesi in Biochimica per l’Università P.J. Šafárik di Košice (Slovacchia) nel 2006 e di una Tesi di laurea in Chimica presso l’Università di Ghent (Belgio) nl 2014. Relatore o correlatore di Tesi di Laurea triennali in Scienze e Tecnologie Chimiche o Chimica (17), Biotecnologie (>28), e Scienze e Tecnologie Alimentari (1) presso l’Università di Parma.
Partecipazione a Commissioni di Dottorato: 1) Università di Padova-Scuola di Dottorato in Scienze Molecolari-Indirizzo Scienze Chimiche (Dottorato Italo-Francese) 30/3/2009; 2) Università di Parma, Dottorato in Scienze Chimiche- 4/3/2010; 3) Università di Ferrara –Dottorato in Biochimica, Biologia Molecolare e Biotecnologie 22/2/2011– 4) Università di Napoli Federico II Dottorato in Scienze Chimiche 15/12/2011– 5) Università di Pisa- Dottorato in Scienze Chimiche-30-31/1/20122) 6- Università di Parma, Dottorato in Scienze Chimiche- 20/3/2015 (Commissione italo-francese), 7- Università di Parma, Dottorato in Scienze Chimiche (18/3/2016). Università di Parma, Dottorato in Scienze Chimiche (9/3/2020). External referee per tesi di Dottorato all’estero: University of Pune (India) nel 2008, University of Gent (Belgio) e Twente University (Olanda) nel 2016, Istituto ISIS-Università di Strasburgo (Francia) nel 2017 (per gli ultimi due vi è stata anche la partecipazione alla difesa finale).
Attività Organizzativa. 1-gennaio 2020 –oggi: Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale-Università di Parma. 2018-2019. Coordinatore Scientifico del progetto per Dipartimenti di Eccellenza del , Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale-Università di Parma (Laboratorio COMP_HUB). 2017-2019. Delegato per la Qualità della Ricerca del Dipartimento SCVSA. 2015-2017: delegato per la Ricerca del Dipartimento di Chimica, Università di Parma; 2013-2017. 2010-2014: responsabile Progetto Piano Lauree Scientifiche (PLS)-Area Chimica di Parma; 2005-2017: membro del Comitato di Area 103 per la valutazione della Ricerca dell’Università di Parma. 2010-2012 Responsabile della Facoltà di Scienze per i servizi ai Disabili a alle fasce deboli. 2013-Membro del Comitato Organizzatore dell’evento “La Notte dei Ricercatori-Le Scienze a Parma” (27 settembre 2013); 2011-Membre del Comitato Organizzatore dell’evento “C’è Chimica tra noi-A Parma” (https://sites.google.com/site/chimicafranoi/home) per la promozione del ruolo della Chimica nella società. (21-22 ottobre 2011). 2009-2015: Responsabile delle attività di orientamento per I Corsi di Laurea in area Chimica Università di Parma. 2008-2019 Responsabile tirocini per il Corso di Laurea in Biotecnologie.

Partecipazione a progetti di Ricerca (come membro di unità). Progetti UE DNA-Track-QLK1-2000-01658 (2001-2003), Oliv-Track-QLK1-CT-2002-02386 (2003-2005). ULTRAPLACAD- H2020-Contratto numero 633937 (2015-2017). Progetti Nazionali: 2013-2016 Progetto AIRC (Peptide nucleic acids targeting oncomiR and tumor-suppressor miRNAs: cancer diagnosis and therapy, coordinatore: Roberto Gambari) PRIN03- 2003039537_004 (2003-2004), PRIN05- 2005038704_001 (2005-2006), FIRB-. RBNE01J4Z_004 (2001-2004), FISR-SAFE-EAT (2006-2008), GenoPOM-DM17732 (2007-2010) finanziati dal MIUR; OLIBIO (2005-2006) and RIOM (2006-2009) finanziati dal MIPAF. Progetto: “Sintesi di PNA ad alta efficienza contenenti backbone e/o basi modificati” finanziato dal CIB (Consorzio Interuniversitario per le Biotecnologie). Progetti Regionali: Laboratorio SIQUAL (Laboratorio Regionale per la Sicurezza e la Qualità degli Alimenti, 2006-2007) e TECNOPOLO-Parma (2011-) finanziati dalla Regione Emilia Romagna; Contratti di ricerca: “Development of enantioselective analytical methods”-ACER 0012-0138 Finanziato da DMS (Geleen, Netherlands);

Organizzazione di Congressi.
Membro del Comitato Scientifico del I Workshop ‘I chimici per le Biotecnologie’ svoltosi a Bologna il 23/2/2018, a Milano il 22/2/2019 e a Napoli il 13-14/2/2020. .
Membro dell’International Advisory Board del World Congress on Drug Discovery and Therapy 2014 (Boston 16-19 Giugno 2014). Track Chair Chair del World Congress on Drug Discovery and Therapy 2013 (Boston, 3-6 giugno 2013).
Membro del Comitato Scientifico del Workshop “MicroRNA: from basic research to therapeutic
Applications” (Ferrara, 16-17 settembre 2013)
Membro del Comitato Scientifico del Workshop “Biophotonics 2011”, Parma, 8-10 Giugno 2011. Membro del Comitato Organizzatore del IX Congresso Nazionale di Chimica Supramolecolare, Parma, Settembre 2009. Membro del Comitato organizzatore e Manager Scientifico del 17-Symposium on Chirality ISCD-17 , (Parma, Settembre 2005). Membro del Comitato Organizzatore del NATO Advanced Research Workshop on Supramolecular Science (Lerici, Italy, 1998).

Conferenze su Invito.
Convegni internazionali : 1) Chirality 2001- National Japanese Symposium on Chirality, Luglio 2001, Osaka, Giappone; 2) 19-Symposium on Chirality ISCD-19 at San Diego (U.S.A) Luglio 2007; 3) 6-10th International Symposium on Immunological, Chemical and Clinical Problems of Food Allergy”, Parma Maggio 2008; 4) VII Spanish Italian Symposium on Organic Chemistry (VII SISOC), Oviedo (Spagna) settembre 2008; 5) 21-Symposium on Chirality 2009-ISCD 21 (Breckenridge, Colorado, USA) Luglio 2009; 6) World Congress on Drug Discovery and Therapy (Boston, 3-6 giugno 2013); 7) COST Action TD1003 "Bio-inspired Nanotechnologies for Biosensing" meeting, 16/5/2013 (Sitges, Spain); 8) FEBS Workshop “Decoding non-coding RNA in development and cancer”, 12-16 ottobre, 2014 (Capri, Italy); 9) Biophotonics 2015, 3rd International Conference on Biophotonics, Firenze 20-22 Maggio, 2015. Convegni nazionali: 1) Biotech.Org “Chimica organica e Biotecnologie: Sfide e Opportunità” Forte dei Marmi (LU) Maggio 2009; 2) XXXVI Convegno Nazionale della Divisione di Chimica Organica, Bologna, 13-17 Settembre 2015 (Award lecture) 3) SUPRAMOL 2017 13th Italian Conference on Supramolecular Chemistry, S. Margherita di Pula (Ca) 18-21/6/2017. Presso Aziende: 1) DSM Research, Geleen, Olanda, 2003; 2) MERCK, IRBM Institute, Pomezia, 9/11/2007; 3) Sanofi-Aventis Chilly-Mazarin, Paris, France, 29/3/2010. Seminari presso altre Università: 1) Università di Verona 18/6/2002; 2) Universitè Sacre Coeur di Namur (Belgio) 10/10/ 2012; 3) Università di Bologna 21/1/2013; 4) Université de Strasbourg-ISIS Institute (France) 11/6/2013; 5) Università della Svizzera Italiana di Lugano (CH), 8/11/2013; 6) University of Gent (Belgio) 27/6/2014; 7) University of Twente (Olanda) 27/10/2016; 8) Gent University (Belgio) 21/11/2019. Scuole Avanzate/workshop: 1) XXVIII Summer School "A. Corbella", Giugno 2003, Gargnano, Italia; 2) Corso di Dottorato di Ricerca in “Chimica del Farmaco”- Università di Milano, 26/5/2005; 3) “Young Researcher One Day Workshop on bio-nanoscience”- Laboratorio LATEMAR-Politecnico di Torino, 27/9/2006; 4) Workshop “Homeland Security Technologies” , Finmeccanica 26/10/2006; 5) Workshop “Metodi innovativi per il controllo e la tracciabilita’ di OGM ed alimenti contenti OGM”. ISPESL-Roma, 27/3/2007. 6) Workshop “Ricerca ed innovazione per la filiera olivicolo-olearia dei Paesi del Mediterraneo”, Fiera Agri – Levante Bari 19 /10/2007; 7) Corso di Dottorato di Ricerca in “Chimica del Farmaco”- Università di Milano, 20/6/2008; 8) Scuola Internazionale di Dottorato in Nanoscienze- Scuola Superiore di Catania, 25/7/2008; 9) Scuola di Dottorato Internazionale in Nanoscienze-Scuola Superiore di Catania, 25-26/6/2009; 10) Scuola di Dottorato Internazionale in Nanoscienze- Scuola Superiore di Catania, 25-26/5/2010. 11) HyNano - Summer School on Hybrid (bio)Nanostructures, Alghero 8Italy), 3-7-/9/2019.
Attività Editoriale:1-2017-2018 Guest Editor di un numero speciale della rivista Molecules (MDPI) dedicato alla Chimica dei PNA; 2-2010-2015: Membro dell’ Editorial Board della rivista Chirality (Wiley-VCH). 3-2012-2016 membro dell’Editorial Board e Acquisition Editor della rivista Artificial DNA, PNA & XNA (Landes Bioscience poi Taylor&Francis). 4-Co-Editor del libro Detection of non amplified genomic DNA per la Casa Editrice Springer (Collana “Soft and Biological Matter”, 2012). 5-Guest editor di uno Special Issue (2/2012) della rivista Artificial DNA, PNA and XNA (Landes Bioscience), 2012 (vol3, n.2).

Attività di referaggio e valutazione. Riviste: Nature Communications, Journal of the American Chemical, Society, Chemistry-a European Journal, ChemBiochem, Organic Letters, Journal of Organic Chemistry, European Journal of Organic Chemistry, Organic and Biomolecular Chemistry, Journal of Physical Chemistry A, Langmuir, Journal of Inclusion Phenomena, Journal of Chromatography (A, B, Symposium Series), Material Science and Engineering C, Journal of Agricultural and Food Chemistry, Chirality, Dalton Transactions, Chemical Science, ACS Applied Materials & Interfaces, Biosensor and bioelectronics, Bioconjugate Chemistry, Future Microbiology, Proceedings of the National Academy of Sciences, India Section B: Biological Sciences, Biopolymers: Peptide Science, Chirality, Small, Scientific Reports, Molecules, Supramolecular Chemistry .
Istituzioni: Petroleum Research Fund (Washington, DC).Czech Science Foundation (Czech Republic), Segretariato di Stato per l’Educazione e la Ricerca-(Repubblica Federale Svizzera), Austrian Science Fund (Austria), United Arab Emirates University (Emirati Arabi), ANVUR (Italia), Italian Consortium of Biotechnology (CIB, Italy), European Commission (REA).
Membership. 2017-Membro del Consiglio Direttivo del gruppo Interdivisionale di Biotecnologie della Società Chimica Italiana (SCI). Membro della SCI (Divisioni di Chimica Organica e di Chimica dei Sistemi Biologici e gruppo interdivisionale di Biotecnologie). Membro della American Chemical Society (Division of Organic Chemistry). Membro dell’ Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB. Italy). Membro del Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM).
Collaborazioni di ricerca nazionali negli ultimi 5 anni:
Prof. Roberto Gambari, Università di Ferrara, Prof. Giuseppe Spoto, Università di Catania, Prof. Emanuela Licandro, Università di Milano, Prof. Maria Minunni, Università di Firenze, Dr. Alessandro Porchetta, Università di Roma Tor Vergata, Dr. Michele Saviano, CNR Bari, Patrizio Giacomini, Istituto Regina Elena, Roma , Prof. Giulio Cabrini, Ospedale Universitario di Verona, Prof. Massimo Delledonne, Università di Verona, Dr. Mattia Asti, IRCCS-Reggio Emilia Ospedale Santa Maria Nuova, Dott.ssa Marta Gomarasca, IRCCS Galeazzi, Milano.
Collaborazioni di ricerca internazionali negli ultimi 5 anni:
Peter E. Nielsen del Panum Institute, University of Copenhagen (Denmark); Luisa de Cola, dell’ Istituto ISIS, Università di Strasbugo; Wolfgang Knoll (Direttore) Austrian Institute of Technology, Vienna (Austria), Michael J Sailor, University of Californa San Diego, Nina Berova, Columbia University (New York, USA), Juriaan Huskens, University of Twente (Olanda), Annemieke Madder, Università di Ghent (Belgio), Stavros Pissadakis, Foundation for Research and Technology-Hellas (FORTH) (Grecia), Prof. Jiri Homola, Institute of Photonics and Electronics (IPE) Prague, Czech Republic.

Attività di ricerca-Breve descrizione narrativa
L’attività di ricerca del Prof. Roberto Corradini è stata dedicata alla sintesi e allo studio di sistemi di di riconoscimento molecolare di specie di interesse biologico, e in particolare agli enantiomeri di sostanze chirali, con lo scopo di progettare molecole utili per applicazioni diagnostiche e farmaceutiche e per lo studio del ruolo della chiralità nelle interazioni molecolari. In questo campo, nel corso degli anni ha svolto ricerche in diverse fasi incentrate su argomenti diversi: 1) dapprima si è dedicato al riconoscimento enantiomerico di ammino acidi e derivati con leganti chirali; 2) da questa ricerca ha sviluppato competenze per la realizzazione di recettori artificiali basati su ciclodestrine; questi recettori sono stati poi dotati di gruppi fluorescenti per realizzare sensori fluorescenti per ioni e molecole neutre, e in particolare sono stati realizzati sensori enantioselettivi.; 3) le capacità di riconoscimento di recettori ciclodestrinici si è sviluppata anche verso la complessazione di tossine di tipo alimentare, fornendo al contempo un supporto all’identificazione di tossine e metaboliti con tecniche NMR; 4) negli ultimi quindici anni, la ricerca si è spostata verso l’applicazione della Chimica Supramolecolare al riconoscimento di acidi nucleici acquisendo una competenza riconosciuta internazionalmente sulla sintesi e modificazione di acidi peptido-nucleici (PNA), con particolare attenzione alla stereochimica e al ruolo della chiralità; questo studio è stato condotto anche con metodi di modellistica molecolare, in particolare con dinamica molecolare e metadinamica; 5) le competenze acquisite in questo campo sono state utilizzate per la realizzazione di sistemi di grande interesse dal punto di vista applicativo, in particolare nello sviluppo di nuovi farmaci, con approcci innovativi quali la regolazione l’espressione genica utilizzando approcci anti-gene e anti-miR, con grandi potenzialità a scopo terapeutico. 6) Contestualmente si è sviluppata una attività tesa a sfruttare i PNA come sonde avanzate per l’analisi di DNA, sia verso applicazioni biomediche (rivelazione di DNA legato a stati patologici), ma anche aprendo il campo alle applicazioni in campo alimentare; questa attività si è rivelata di grande impatto e interesse anche industriale, come testimoniato dalla partecipazione a progetti H2020 di interesse industriale. Il gruppo ha inoltre avuto un ruolo pioneristico nella biofotonica, con la realizzazione di genosensori basati su fibre ottiche a cristallo fotonico 7) Alcune nuove applicazioni sono state messe a punto sfruttando la coniugazione di PNA con materiali nanostrutturati quali zeoliti, metal-organic framework, e grafene ossido, per la realizzazione di sistemi multifunzionali. Le ricerche in questo settore sono attualmente in atto e sono sviluppate presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma, nel Laboratorio denominato “Chimica Bioorganica-Acidi Nucleici Artificiali” di cui Roberto Corradini è il responsabile della ricerca e group leader.
Annex 1 shows the various research topics concerning the entire career in greater detail, with particular reference to those developed in the last 15 years.
Annex 2 contains a list of the doctoral theses of which Roberto Corradini was supervisor.
The complete list of publications is available separately.

Allegato 1-Descrizione dettagliata dell’attività di ricerca
(I riferimenti a lavori citati espressamente sono riferiti preferenzialmente agli anni 2006-2021)
L’attività di ricerca del Prof. Roberto Corradini è stata dedicata alla sintesi e allo studio di sistemi di di riconoscimento molecolare di specie di interesse biologico, e in particolare agli enantiomeri di sostanze chirali, con lo scopo di progettare molecole utili per applicazioni diagnostiche e farmaceutiche e per lo studio del ruolo della chiralità nelle interazioni molecolari. In questo campo, nel corso degli anni ha svolto ricerche in diverse fasi incentrate su argomenti diversi.
1) Riconoscimento di enantiomeri in metodi cromatografici ed elettroforetici. In questo ambito sono stati sviluppati recettori tetraammidici capaci di legare via legami a idrogeno, derivati di ammino acidi, che sono stati utilizzati come fasi stazionarie chirali in gascromatografia, e complessi di leganti chirali bi- ter- o tetradentati, che sono usati come additivi all’eluente nella cromatografia a scambio di legante (LEC), per operare la separazione di enantiomeri di ammino acidi e di altre molecole simili. In un estensione di questo lavoro sono stati utilizzati complessi metallici di ciclodestrine funzionalizzate con residui chelanti, in paricolare istamina e 2-amminometilpiridina come recettori per molecole bifunzionali. Il meccanismo di riconoscimento enantiomerico si è rivelato una combinazione di processi di scambio di legante e di inclusione. Recettori basati su ciclodestrine cariche positivamente sono inoltre stati utilizzati in elettroforesi capillare per la risoluzione di enantiomeri di ammmino acidi dansilati e acidi aromatici. Queste ricerche sono richiamate nei contributi ai libri: Chiral Separation Techniques -Wiley 2006, e D-Amino Acids, Nova Science, 2006,).
2) Sensori fluorescenti chemo- ed enantioselettivi basati su ciclodestrine derivatizzate con gruppi contenenti il fluoroforo dansile, sono state progettate e sintetizzate. Queste molecole hanno mostrato proprietà speciali dovute alla auto-inclusione del fluoroforo nella cavità della ciclodestrina, e si sono rivelate in grado di produrre cambiamenti nella intensità di fluorescenza per interazione con molecole neutre. La rivelazione di ioni rame(II) è stata ottenuta in maniera selettiva, sfruttando lo spegnimento di fluorescenza da parte di questo ione su una ciclodestrina contenente dansildietilentraimmina. Successivamente questo modello è stato implementato per permette la rivelazione di molecole chirali. Una serie di ciclodestrine fluorescenti, contenenti un sito di legame terdentato sono state progettate per permetterne lo spegnimento con ione rame(II); i complessi di rame così formati sono in grado di funzionare come sensori fluorescenti enantioselettivi per ammino acidi non modificati. Usando questi sensori è stato possibile realizzare un sistema di analisi parallelo molto veloce per misurare l’eccesso enantiomerico di ammino acidi e derivati, mediante lettore multipozzetto a fluorescenza, come dimostrato da un lavoro in collaborazione con la DSM-Geleen, Olanda (J Mater Chem 2005, 15, 2741-2746). Sono stati compiuti studi del meccanismo con cui operano questi sistemi, che hanno permesso di chiarire sia il processo di rivelazione che i parametri che influenzano l’enantioselettività (J Incl Phenom Macrocycl Chem 2007, 57, 625-630). La competenza acquisita in questo settore è stata utilizzata nella stesura di una review a invito sul tema dei sensori fluorescenti enantioselettivi (Topics in Current Chemistry 2011,. 300: 175–216).
3) Rivelazione di tossine e loro metaboliti. Sistemi basati su ciclodestrine sono anche stati utilizzati per aumentare la fluorescenza di sostanze contaminanti di interesse alimentare, in particolare micotossine, la cui rivelazione è di grande importanza nella sicurezza alimentare. In particolare sono stati compiuti studi di fluorescenza e NMR per evidenziare le interazioni supramolecolari di alcune di queste tossine (aflatossine, ocratossine e zearalenone) con le ciclodestrine; i risultati hanno permesso di sviluppare nuovi metodi cromatografici (Mycotoxin Res. 2008, 24, 14-18, World Mycotoxin J. 2008, 1, 397-406). Una serie di studi NMR sono stati compiuti anche per la identificazione di metaboliti di micotossine in collaborazione con il gruppo di R. Krska, (University of Natural Resources and Life Sciences, Vienna, Austria), utilizzando i classici approcci dello studio della chimica delle sostanze organiche naturali (Food Addit Contam A 2009 26. 507-511; J. Agricolt. Food Chem 2011, 59, 9709–9714).
4) Sintesi e proprietà strutturali di acidi peptido nucleici (PNA) chirali. I PNA sono analoghi di oligonucleotidi a scheletro poliammidico costituito da N-(2-amminoetil)glicina. Questi composti sono in grado di interagire con grande affinità e selettività con sequenze complementari di DNA RNA. Roberto Corradini ha contribuito alla realizzazione di PNA modificati contenenti uno o più centri stereogenici e ha razionalizzato gli effetti della stereochimica sulle proprietà di legare il DNA e sulla selettività di sequenza (Chirality, 2007, 19, 269-294; Curr. Topics Med. Chem., 2007, 7, 681-694). Nuovi metodi di sintesi peptidica sono stati messi a punto per la sintesi dei PNA modificati e nuovi metodi cromatografici per la determinazione della purezza enantiomerica dei monomeri. In un lavoro fondamentale è stata determinata la struttura del duplex formato da un PNA chirale con il suo DNA complementare (Proc. Nal Acad Sci USA, 2002, 100, 12021-12026), e la conoscenza dei parametri strutturali ha permesso di razionalizzare la progettazione e la sintesi di nuovi monomeri di PNA modificati (Tetrahedron Lett., 2011, 52, 300-304, Org.Lett. 2016, 18, 5452−5455, Organic Lett. 2021, In press). Studi di relazione struttura-attività sono stati condotti misurando la stabilità termica degli addotti PNA:DNA e mediante dicroismo circolare (CD). Uno studio sistematico su monomeri contenenti tutte le possibili configurazioni in diverse posizioni dell’ossatura del PNA si è mostrato perfettamente in linea con le predizioni basate su tale struttura (Eur. J. Org. Chem. 2007, 5879–5885). L’introduzione di monomeri di PNA derivati da ammino acidi ha permesso di conferire proprietà tipiche di peptidi di veicolazione cellulare e nucleare (Eur. J. Org. Chem 2010 2441-2444) La competenza acquisita in questo settore è stata utilizzata nella recente stesura di una review a invito sul tema della modificazione strutturale dei PNA e della rilevanza in applicazioni farmaceutiche (Curr Top Med Chem 2011 , 11, 1535-1554) e un capitolo di libro a invito sul dicroismo circolare dei PNA e dei loro derivati (in “Comprehensive Chiroptical Spectroscopy, Wiley, 2012). Più recentemente, il ruolo della presenza di sostituenti sull’ossatura del PNA è stato oggetto di un lavoro di modellistica, basato sulla dinamica molecolare e metadinamica, condotto in collaborazione con il Dott. Vincenzo Verdolino del Campus di Lugano dell’ETH, (Sci Rep. 2017, 7, 42799).
Roberto Corradini ha inoltre proposto e coordinato il lavoro di sintesi di nucleobasi modificate a partire da uracile, che permettono di realizzare PNA modificati anche con residui che si orientano lungo il solco maggiore del duplex PNA:DNA. Una serie di derivati dell’uracile sono stati prodotti a questo scopo: queste molecole si sono rivelate biologicamente attive di per se come agenti di differenziamento cellulare (J Med Chem 2009, 52, 87–94; Eur. J Pharmacol, 2011, 672, 30-37). Nucleobasi dimeriche basate su uracile sono state mostrate essere in grado di aumentare la selettività e la stabilità degli addotti PNA:DNA e di favorire processi di auto assemblaggio dei PNA, essendo in grado di legare adenina con legami a idrogeno di tipo Watson-Crick e Hoogsteen e fornire interazioni di stacking addizionali (A. Accetta, PhD Thesis, 2010, Università di Parma). Per realizzare queste modificazioni più efficacemente sono state messe punto strategie di modificazione dei PNA a livello di nucleobasi direttamente su fase solida durante la sintesi peptidica, utilizzando 5-azidometiluracile come precursore (Artificial DNA, PNA & XNA 2012, 3, 53-62). Tale tecnica è stata utilizzata per realizzare un sistema efficiente di rivelazione di DNA, selettivo per mutazioni puntiformi, basato su PNA modificati sulla base con residui di pirene, evidenziando una capacità di queste molecole di favorire strutture di tipo tripla elica (Beilstein J. Org. Chem. 2014, 10, 1495-1503). Sono quindi state messe a punto metodologie per realizzare PNA polifunzionali, che portino modificazioni sia sul backbone che sulla base, in grado di operare più processi (quali il trasporto cellulare, il riconoscimento e la rivelazione di acidi nucleici, la catalisi) e di portare gruppi funzionali sia all’interno del solco maggiore che di quello minore dei duplex PNA:DNA e PNA:RNA, e in grado di subire un processo di “induced fit” a seguito della complessazione, come illustrato nel primo esempio pubblicato (Org.Lett. 2016, 18, 5452−5455).
L’introduzione di gruppi reattivi in grado di modificare la struttura del DNA target è uno degli obiettivi di maggiore rilievo per le applicazioni biologiche. Questo obiettivo è stato perseguito sfruttando la collaborazione con la Prof.ssa Annemieke Madder (Università di Gent), esperta di reazioni di cross-linking mediate da residui di furano. Sono stati sintetizzati nuovi PNA contenenti residui di furano sia legati alla nuclebase che in sostituzione di essa; questi ultimi si sono rivelati in grado di dare reazioni di cross-linking innescate da agenti ossidanti (Chem Commun. 2016, 52, 6930-6933); risultati migliori sono stati ottenuti mediante l’incrermento della stabilità eglii addotti ottenuta mediante l’uso di PNA con backbone modificati in C5 con residui cationici (Molecules, 2017, 22, article n. 2010).
I complessi PNA:PNA sono anche eccellenti materiali “intelligenti” capaci di produrre self-assembling mediante interazioni programmabili in base alla scelta delle sequenze. In un lavoro durato diversi anni in collaborazione con Mark M. Green e Neville Kallenbach (New York University) sono state studiate le proprietà di duplex PNA:PNA, sia come modelli del DNA che come nuovi materiali nanostrutturati a elicità predefinita (Macromolecules, 2010, 43, 2692–270; contributo al libro “DNA Nanotechnology: Methods and Protocols” Spinger 2011). In collaborazione con Nina Berova (Columbia University, New York) sono stati realizzati coniugati porfirina-PNA e sono state studiate le strutture dei duplex PNA:PNA contenenti due porfirine (Chirality, 2015, 27, 864–874). Seguendo l’idea di programmabilità delle interazioni PNA:PNA e utilizzando la tecnologia microarray, è stato anche realizzato un semplice modello di computer basato sulle interazioni PNA:PNA in grado di risolvere problemi logici non-deterministici (Artificial DNA, PNA and XNA, 2011, 2, 16-22). In collaborazione con P.E. Nielsen (Panum Institute, Copenhagen), sono inoltre stati studiati complessi PNA:PNA con monomeri modificati dal gruppo di Parma, come modelli prebiotici di sistemi di sintesi peptidica (ACS Chem. Biol., 2014, 9, 2612–2620).
5) Sintesi di PNA per applicazioni terapeutiche mediante strategia anti-gene e anti-miR
L’esperienza acquisita nella sintesi di PNA è stata utilizzata in alcuni studi volti a regolare in maniera razionale i meccanismi legati all’espressione genica a livello di trascrizione. Alcuni PNA sono stati sviluppati come potenziali farmaci per il controllo dell’espressione genica con meccanismo anti-senso, anti-gene e anti-miR. Roberto Corradini ha contribuito a realizzare questi obiettivi in un lavoro condotto in collaborazione con A. Pession, (Università di Bologna r Ospedale S. Orsola di Bologna), coordinando il lavoro di sintesi e di studio delle proprietà di PNA antisenso e anti-gene progettati per bloccare un gene sovraespresso in alcuni tumori pediatrici (MYCN), collegato con prognosi sfavorevole della malattia. In particolare si è dimostrato che un PNA opportunamente progettato è in grado di bloccare la trascrizione del gene mediante meccanismo di “invasione” del DNA (Mol. Cancer Ther. 2005, 4, 779-786; Chirality, 2008, 20, 494-500). Su questa applicazione è stato depositato un brevetto internazionale (PCT/IB2004/001297 esteso a USA, Canada, Japan and EU). Più recentemente si è dimostrata l’efficacia dell’approccio anti-gene in vivo (su modelli murini), e si sono prodotte prove sperimentali che hanno confermato il meccanismo anti-gene e la persistenza dei PNA nel siero degli animali trattati. I PNA prodotti dal gruppo di Parma si sono dimostrati in grado di inibire la crescita in vivo di rhabdomiosarcoma, con meccanismo sequenza-specifico e con efficacia che arriva fino alla remissione completa e senza effetti di tossicità. (Clinical Cancer Res 2012, 18,796-807)
La ricerca in questo campo si è recentemente rivolta in particolar modo alla modulazione dell’espressione genica mediante PNA diretti contro i microRNA (miR), segmenti di RNA a doppia elica che sono in grado di riconoscere e disattivare sequenze che si trovano su mRNA. In questo ambito Roberto Corradini è stato coordinatore di un progetto PRIN09 nazionale. PNA diretti contro miR210 e miR221 sono stati in grado di provocare cambiamenti nel differenziamento e della proliferazione cellulare, dovuti alla minor biodisponibilità dei miR stessi. Gli studi cellulari sono stati condotti in collaborazione con R. Gambari dell’Università di Ferrara (ChemMedChem 2011, 6, 2192-2202, Biochem Pharm, 2011, 82, 1416-1429, Epigenomics, 2011, 3, 733–745, Int. J. Oncol. 2012,41, 2219-2127). In questa applicazione i PNA modificati con residui chirali (derivanti da arginina) si sono dimostrati particolarmente efficaci per il buon uptake cellulare e l’efficacia anti-miR, mostrando di comportarsi sia in maniera simile a un peptide (come polyR) che come acidi nucleici, con maggiore bistabilità rispetto a un semplice coniugato PNA-peptide (ChemBiochem 2012, 13, 1327 – 1337) . Successivamente, grazie al contributo di un progetto AIRC e di un progetto SPINNER (regione Emilia Romagna) la tecnica anti-miR è applicata alla lotta contro il glioblastoma , con incoraggianti dati sulla possibilità di trattamento di cellule farmaco-resistenti (J Neurooncol 2014, 118:19–28, . Int. J. Oncol. 2016, 48, 1029-1038, Int. J. Oncol., 2019, 55, 59-68, Nucleic Acid Therapeutics , 2020, 30, 164-174.). Un interessante applicazione di questa strategia consiste nell’aumentare la produzione della proteina CFTR difettata nella patologia della fibrosi cistica (Molecules, 2018, 23, 71), studio svolto durante un progetto-pilota e da un progetto di ricerca finanziati della Fondazione Fibrosi Cistica. Questa ricerca ha portato anche allo sviluppo di nuovi sistemi di veicolazione dei PNA basati su calixareni cationici (Scientific Reports, 2019, 9,3036).
PNA modificati sono stati utilizzati anche in collaborazione con il gruppo di M.Komiyama (Università di Tokyo) per l’invasione di doppie eliche di DNA (Nucleic Acid Res. 2008, 36, 1464-1471; ChemBioChem 2009, 10, 2607 – 2612), fenomeno che ha permesso la realizzazione di sistemi di restrizione artificiali (ARCUT) di maggiore specificità ed efficacia, aprendo buone prospettive nella realizzazione di sistemi di “riparazione genica” e nella terapia cellulare. Un passo in avanti notevole, suggerito da RC, è stato l’uso di un singolo PNA in grado di operare invasione del DNA, mediante l’azione del peptide NLS precedentemente studiato (Org. Biomol. Chem., 2013, 11, 5233-5238).
6) PNA per la realizzazione di sistemi di diagnostica avanzata
Utilizzando PNA opportunamente disegnati, e in particolare PNA chirali sono state messe a punto una serie di tecniche per la rivelazione di DNA di interesse sia biomedico che alimentare. I PNA chirali si sono rivelati molto utili nella rivelazione di mutazioni puntiformi e polimorfismi di singolo nucleotide (SNP). PNA beacon (fari molecolari) contenenti un fluorforo e un quencher sono stati realizzati mediante tecniche di sintesi peptidica, e sono stati utilizzati in sistemi cromatografici (HPLC) per la rivelazione altamente selettiva di mutazioni puntiformi (Org. Biomol. Chem. 2008, 6, 1232-1237). Particolarmente efficaci in queste applicazioni si sono rivelati i PNA chirali con stereochimica appropriata (Chirality. 2009, 21, 245-253). In quest’ambito sono state inoltre sviluppate tecniche avanzate, quali surface plasmon resonance (SPR), surface plasmon enhanced fluorescence spectroscopy (Biointerphases 2006, 1, 113-122, Biointerphases 2007, 2, 80-88), surface plasmon imaging (SPRi) (ChemBiochem 2008, 9, 2067-2070), tecnologia microarray e microcontact printing (Langmuir 2011, 27, 1536-1542, Mol. BioSyst., 2011, 7, 1902–1907), fibre a cristallo fotonico (IEEE J Sel Top Quant 2010, 16, 967-972, IEEE J Sel Top Quant, 2012, 18, 1176-1183) o metodiche più accessibili quali HPLC (J Agric Food Chem 2007, 55, 2509-2516), CE (Electrophoresis 2005, 26, 4310–4316), PCR (Anal Biochem, 2005, 344. 174-182), metodi colorimetrici (J. Biochem. Biophys. Methods 2007, 70, 735–741) e fluorimetrici (Mol. BioSyst., 2011, 7, 1684–1692).
In campo biomedico, i PNA modificati sono stati utilizzati per la rivelazione più specifica di mutazioni puntiformi connesse con l’insorgenza di malattie genetiche quali la fibrosi cistica, (J. Mol. Rec. 2004 17, 76-84; Electrophoresis 2005, 26, 4310–4316, J Biomed Opt 2013, 18, Article Number: 057004) e il morbo di Alzheimer (Mol. BioSyst., 2009, 5, 1323–1330). Studi sono in corso per l’uso di PNA coniugati con radioisotopi per la rivelazione di miRNA in vivo (Sci. Rep., 2019, 9,3376); per questa ricerca RC partecipa ad un progetto MAE di grande rilevanza bilaterale con gli USA assieme al Dott. Asti dell’IRCCS di Reggio Emilia, che prevede la collaborazione con il gruppo di Federica Pisaneschi, presso l’ University of Texas – (MD Anderson Cancer Center di Houston, USA).
A partire dal 2001 RC ha proposto e condotto ricerche sull’uso di PNA per la rivelazione di DNA in alimenti come marker specifici di origine delle materie prime. Le tecniche di diagnostica avanzata sono state perciò utilizzate per la rivelazione di tratti di DNA specifici, in particolare per la rivelazione di organismi geneticamente modificati (OGM) e allergeni alimentari e per il riconoscimento varietale (riassunti nella review Chem Socy Rev 2011, 40, 221-232). Un obiettivo particolarmente ambizioso è stato quello di stabilire l’origine varietale del DNA in tracce estratto da olio di oliva, mediante la rivelazione di SNP cultivar-specifici; questo è stato recentemente ottenuto utilizzando tecnologie microarray e microfluidica digitale (Artificial DNA, PNA & XNA 2012, 3, 63-72, Anal. Bioanal. Chem., 2013 , 405, 615-624). Il risultato più importante in questo settore degli ultimi anni è stata la messa a punto, in collaborazione con G. Spoto dell’Università di Catania, di un sistema ultrasensibile, per la rivelazione “PCR-free” di DNA genomico, utilizzando sonde a PNA in un sistema SPRI con nanoparticelle d’oro, che ha permesso di ottenere risultati simili a quelli della PCR-real time, ma con maggiore sensibilità. Il lavoro è stato frutto anche di una collaborazione con l’impresa NEOTRON (Modena), leader nel settore delle analisi di DNA negli alimenti a livello europeo (Biosen. Bioelectron. 2010, 25 , 2095–2100). Il concetto di analisi “PCR-free” reso possibile dall’uso di PNA e di materiali nanostrutturati, è stato oggetto di un libro pubblicato da Springer di cui Roberto Corradini è Editor su invito, insieme a G. Spoto (Detection of Non-amplified Genomic DNA, Springer, 2012). La metodologia messa a punto è alla base del progetto ULTRAPLACAD, finanziato nell’ambito di Horizon2020, mirato alle applicazioni nel campo della diagnostica precoce dei tumori. In questo progetto, RC ha coordinato un work-package dedicato alla sintesi delle sonde e alla modificazione delle superfici. Un lavoro recente riporta il successo nella messa a punto di un sistema di rivelazione ultrasensibili delle mutazioni puntiformi del gene KRAS, applicato a campioni clinici in modalità ‘Biopsia Liquida’, che ha mostrato l’efficacia della rivelazione mediante sonde a PNA (Biosen. Bioelectron, 2020, 170, 112648). Alcuni lavori in collaborazione con il Gruppo di J. Huskens (Twente University) sono stati dedicati allo studio della deposizione di PNA su superfici a scopo sensoristico (Langmuir, 2018, 34, 11395–11404, Bioconj. Chem. 2018, 29, 4110-4118, ACS Appl. Pol. Mater. 2019, 1, 3165-3173.
Un approccio simile è stato anche realizzato con l’ausilio di fibre ottiche a cristallo fotonico (PCF) (J. Lightwave Technol. 2016, DOI: 10.1109/JLT.2016.2607024), con risultati molto positivi e la realizzazione del primo genosensore a base di PCF in grado di rivelare direttamente DNA non amplificato estratto da campioni reali (Biosens. Bioelectron 2015, 63, 248–254).
Sempre sfruttando le performance dei PNA in campo sensoristico, ma utilizzando una rivelazione amperometrica mediata da fosfatasi alcalina, è stato sviluppato un metodo, in collaborazione con Marco Giannetto dell’Università di Parma. (Biosensors and Bioelectronics, 2019, 129, 7-14; Sensors, 2019, 19, art. 588).
7) Coniugazione di PNA e acidi nucleici con materiali nanostrutturati
La recente collaborazione del gruppo di RC con Luisa de Cola (Università di Strasburgo) va nella direzione di applicare le conoscenze acquisite nel campo degli acidi nucleici alla realizzazione di sistemi multifunzionali, basati su nanostrutture inorganiche, in grado di combinare le proprietà di riconoscimento di DNA e RNA con la capacità di veicolare piccole molecole. Questo approccio permette di riunire in un solo trattamento diverse tipologie di terapia, come ad esempio un trattamento con un farmaco anti-miR e contemporaneamente con una piccola molecola, oltre alla contemporanea rivelazione degli eventi terapeutici (rilascio, localizzazione, etc.), in un approccio “teranostico”. Questo è stato realizzato mediante funzionalizzazione di nanozeoliti o nanoparticelle di silice mesoporosa. In un primo lavoro sono state utilizzate nanozeoliti-L per veicolare molecole di DNA e di coloranti (presi come modello di farmaci a piccola molecola, studiandone il destino cellulare (Chem. Eur. J., 2014, 20:10900 – 10904). Poi la stessa tecnica è stata utilizzata per veicolare PNA in cellule, legandoli covalentemente al supporto di zeoliti (Adv. Healthcare Mater. 2014, 1812-1817). La veicolazione comtemporanea di PNA anti-miR221 e di un farmaco antitumorale (temozolomide), realizzato mediante l’uso di nanoparticelle di silice mesoporosa ha portato all’incremento della capacità di indurre apoptosi in cellule farmaco-resistenti (Small, 2015, 11:5687-5695.). Il gruppo di ricerca ha contribuito anche alla realizzazione di sistemi di veicolazione di proteine basate su nanocapsule silicee degradabili in ambiente ridcente (Angew Chem. Int. Ed 2016, 55, 3323-7). Studi sono stati parallelamente compiuti anche sull’uso di PNA in combinazione con altri materiali nanostrutturati, in particolare metal-organic framework (MOF) (Chem. Eur. J. 2017, 10.1002/chem.201605803) e grafene ossido. Questo tipo di ricerche sono oggetto di un progetto europeo MSCA-RISE Oligo Nanomed, coordianto da Luisa de Cola, di cui RC è responsabile locale. In questo progetto si intende utilizzare diversi materiali nanostrutturati per il rilascio programmato di molecole di interesse terapeutico. In questo contesto RC ha passato un periodo di ricerca di 1 mese (Agosto 2018) presso la University of Californa, San Diego nel laboratorio di Michael J. Sailor, per lo sviluppo di materiali basati su silicio poroso caricati con PNA (.

Allegato 2-Elenco delle Tesi di Dottorato in Scienze Chimiche seguite come relatore

1- Andrea Faccini: Modified Peptide Nucleic Acids (PNAs) for biomedical and biotechnological applications: synthesis and properties University of Parma (XVIII Ciclo 2003–2005).
2- Filbert Totsingan: Synthesis and Applications of PNA and Modified PNA in Nanobiotechnology-University of Parma (XX Ciclo 2005–2007)
3- Alessandro Accetta: Molecular Engineering of PNA using Modified Uracil Derivatives and Porphyrins-University of Parma (XXII Ciclo 2007 – 2009)
4- Alex Manicardi: Modified peptide nucleic acids (PNAs) for nucleic acids detection and anti-miR activity University of Parma (XXIV ciclo 2009 – 2011). (CINMPIS Prize for best PhD thesis nel 2012).
5- Alessandro Bertucci: Hybrid organic-inorganic interfaces for biomedical applications Università di Parma (XVII ciclo 2012-2014) e Università di Strasburgo. Tesi in co-tutela con Prof. Luisa de Cola (Istituto ISIS, Università di Strasburgo).
6- Massimiliano Donato Verona: Modified PNA design and synthesis: a novel approach using Molecular Dynamics and Metadynamics (XVIII ciclo 2013-2015).
7- Andrea Rozzi: Advanced PNA-based sensor systems (XXXI ciclo 2015-2018)
Tesi di Dottorato in Corso:
8- Martina Neri Titolo: Peptide Nucleic Acid (PNAs) and Modified PNAs-based strategies for
Advanced Diagnostic and Therapeutic applications (XXXIII ciclo, 2017-2019, in corso di valutazione)
9- Federica Curti: Titolo tentativo: Biophotonics and bioelectronics applications of nucleic acids and PNA (XXXIV ciclo, 2018-2020)

Tesi in corso:
10- Sabrina Capodaglio: Titolo tentativo: PNA-based ‘smart’ nanostructured materials.

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