Prof.ssa

PEROTTI Olga

Professore di II fascia
Via M. D'Azeglio, 85 43125 PARMA
Settore scientifico disciplinare:
LETTERATURA SPAGNOLA (L-LIN/05)
  • Curriculum Vitae
  • Orario di ricevimento
  • Insegnamenti
  • Incarichi
  • Ricerca

L’attività scientifica di Olga Perotti si svolge negli ambiti di ricerca della filologia, con edizioni critiche di testi umanistico-rinascimentali, barocchi e novecenteschi; della traduzione castigliana di testi classici e umanistici; e della presenza e diffusione della cultura spagnola in Italia, con la catalogazione e lo studio di fondi librari antichi di interesse iberistico.

Nell’ambito della letteratura umanistica, ha curato l’edizione critica del "De vita felici" di Juan de Lucena, adattamento quattrocentesco del "De vitae felicitate" del ligure Bartolomeo Facio. L’opera, che rappresenta uno dei più riusciti tentativi di acclimatare alla letteratura spagnola le forme del dialogo umanistico, era stata già segnalata dalla critica, che ne aveva messo in luce singoli aspetti tematici e stilistici, ma non ne esisteva un’edizione accurata, basata sullo studio di tutti i testimoni, manoscritti e a stampa. Nonostante il debito con il modello latino, il testo di Lucena si configura come opera originale e rappresentativa del primo umanesimo spagnolo. Nel saggio introduttivo si delinea il profilo biografico e intellettuale dell’autore e si individuano gli aspetti strutturali, stilistici e linguistici che determinano la specificità del dialogo, anche attraverso un confronto costante con la fonte diretta; di volta in volta si chiarisce l’intento di plasmare la lingua volgare sul modello latino e si evidenzia l’originalità della prosa castigliana di Lucena, spesso accattivante e incisiva grazie al ricorso alle forme della colloquialità. Si studia inoltre il testo come esempio di recupero dell’eredità classica e come testimonianza degli intensi rapporti con la tradizione umanistica, che costituirono un passaggio fondamentale nello sviluppo della civiltà letteraria iberica.

Nella stessa linea di ricerca, Olga Perotti si è occupata di due versioni castigliane del "De vita solitaria" di Petrarca, una quattrocentesca anonima, l’altra del Licenciado Peña, stampata a Medina del Campo nel 1533. Le opere del Petrarca furono oggetto dell’attenzione degli intellettuali spagnoli (molto più del "Canzoniere" e dei "Trionfi", che pure furono a lungo ricreati e tradotti in ambito iberico) per il loro contenuto morale e la qualità stilistica; le versioni spagnole del XV e XVI secolo rivelano la persistenza dell’interesse per la riflessione filosofica petrarchesca e nel contempo l’avvertita esigenza di rispondere con traduzioni nuove all’evoluzione del gusto e della sensibilità linguistica.
Dopo aver fissato il testo critico attraverso la raccolta e collazione dei testimoni, l’obiettivo prinicipale è stato lo studio comparativo delle due versioni, ai fini di sottolineare le differenze nella tecnica di traduzione, nella lingua e lo stile utilizzati, nonché il diverso contesto culturale e letterario in cui le due opere si inseriscono. Lo studio si è svolto nell’ambito del programma nazionale di ricerca cofinanziato “Ecdotica e tradizione culturale in area iberica” (biennio 2005-2007; coordinatore scientifico prof. Giuseppe Mazzocchi - Università di Pavia); Olga Perotti ha partecipato al programma dell’unità di ricerca dell’Università di Macerata, intitolato “Testi classici e tradizione ispanica” (responsabile scientifico locale prof.ssa Luciana Gentilli).

Nell’ambito del teatro barocco Olga Perotti ha approntato l’edizione critica della commedia "De la noche a la mañana" di Ceferino Clavero de Falces, autore noto negli ambienti letterari di Valencia e Madrid. L’individuazione dell’opera, conservata da un unico testimone manoscritto della Biblioteca Palatina di Parma e ignorata dai principali repertori bibliografici, rappresenta un recupero importante per la storia del teatro aureo spagnolo in quanto la commedia è l’unica opera nota di un autore che, secondo i contemporanei, fu una figura di rilievo nel circuito teatrale valenzano del XVII secolo. Lo studio introduttivo presenta il profilo bio-bibliografico dell’autore, ricostruito anche grazie ad un ricerca d’archivio, e un’analisi tematica, strutturale e stilistica della commedia. L’aspetto più rilevante del testo è la lingua, la cui varietà e complessità è messa in evidenza dall’apparato delle note.
Le ricerche su Ceferino Clavero de Falces sono state approfondite con uno studio dell’opera agiografica "San Nicolás el Magno…" (Valencia, 1668) e della produzione poetica dello scrittore valenzano. L’obiettivo del primo lavoro è duplice: evidenziare l’uso di schemi narrativi propri del genere agiografico e analizzare il testo di Clavero in rapporto alla sua fonte italiana (una biografia di San Nicola composta dal gesuita italiano Antonio Beatillo). Come si dimostra attraverso l’analisi comparativa della due opere, se l’autore spagnolo rimane fedele al modello nella sequenza narrativa e nei motivi propri della retorica cristiana, se ne discosta, invece, nella propensione all’immagine iperbolica e alla metafora inusuale, allo scopo di amplificare le possibilità espressive del testo.
L’analisi dell’opera poetica di Clavero - formata da componimenti di carattere occasionale, che testimoniano la partecipazione dell’autore a justas letterarie, o ad eventi pubblici e religiosi celebrati a Valencia - ha lo scopo di fare luce sulla vastissima produzione legata al fenomeno delle accademie e dei certámenes poetici, finora considerata solo marginalmente dalla critica. Tale produzione spesso ci è nota attraverso le numerose relazioni di atti pubblici che documentano tuttavia solo una parte di quella poesia effimera, destinata principalmente alla fruizione orale, che ebbe tanto rilievo nella vita culturale barocca. L’analisi consente quindi di ampliare la conoscenza del momento storico in cui si è sviluppata, e di definire le peculiarità di un fenomeno letterario di grande rilievo culturale e sociale nella Spagna del XVII secolo, che ha influito sugli orientamenti del gusto, contribuendo all’affermazione di alcuni generi lirici. Erudizione e squisiti giochi di parole, bellezza e oscurità sono i caratteri propri di questo genere letterario, che i componimenti di Ceferino Clavero rappresentano nella loro varietà. La ricerca ha prodotto come risultato, oltre ad uno studio d’insieme dei caratteri della produzione poetica dell’autore valenzano, l’edizione critica e commentata di tutti i testi.

Ancora nell’ambito della letteratura secentesca, Olga Perotti si è occupata del tema della donna in relazione alla rappresentazione della morte nella poesia di Luis de Góngora. Partendo dagli studi già esistenti sui componimenti funebri più noti, che individuano come elemento centrale della rappresentazione gongorina della morte la descrizione del sepolcro o monumento funebre, l’analisi ha evidenziato la presenza di altri registri e canoni espressivi utilizzati dall’autore per confrontarsi con il tema. È stato inoltre possibile individuare l’esistenza di tratti specifici che permettono di definire un microgenere femminile all’interno del repertorio epicedico gongorino.

La ricerca sulla poesia dei primi decenni del XX secolo ha avuto come oggetto l’edizione di "De Fuerteventura a París" di Miguel de Unamuno (1925). La raccolta di sonetti, per la prima volta tradotti interamente in italiano, rappresenta la cronaca poetica dei primi mesi dell’esilio imposto allo scrittore dal regime dittatoriale di Primo de Rivera. La struttura del diario intimo (i sonetti sono tutti datati e quasi sempre seguiti da un commento in prosa che chiarisce le circostanze della composizione) consente di ricostruire uno dei momenti più intensi dell’esperienza umana e letteraria di Unamuno, che denuncia con toni aspri la situazione politica e morale della Spagna oltre a interrogarsi su temi esistenziali e sul destino personale.
Uno degli obiettivi principali della ricerca è la valorizzazione, anche in ambito italiano, di una raccolta che ha avuto in passato una scarsissima diffusione, sia per il rilievo minore accordato dalla critica al versante poetico della vastissima produzione unamuniana (e in particolare a quella dell’esilio, intimamente legata al tema politico), sia per la storia editoriale del libro, che fu diffuso integralmente, dopo la princeps parigina del 1925 di cui pochissimi esemplari entrarono in Spagna, solo nel 1981, in un’edizione che è diventata immediatamente una rarità per l’esiguità della tiratura.
Per il testo critico ci si è basati sulla princeps (Parigi, Excelsior, 1925), che l’autore ebbe modo di seguire nelle diverse fasi editoriali. I sonetti sono preceduti da uno studio che mette in risalto l’importanza della raccolta all’interno della produzione poetica di Unamuno, e ne analizza aspetti tematici e stilistici; completa l’edizione un apparato di note di commento ai singoli testi.
Nella versione italiana, il principio che ha determinato tutte le scelte traduttorie è stato quello di rendere nel miglior modo il personalissimo stile di Unamuno e di mantenere i diversi registri presenti nel testo, da quello aulico a quello informale e plebeo, che sfocia a tratti nell’invettiva, ricercando di volta in volta soluzioni che non tradiscano l’immediatezza e l’incisività dell’originale.
La ricerca è stata approfondita, in un articolo, con l’analisi delle varianti contenute negli autografi unamuniani di alcuni dei sonetti, conservati nell’Archivio della Casa-Museo Unamuno di Salamanca. Lo studio delle varianti d’autore, utile per una migliore comprensione della raccolta e della produzione del periodo dell’esilio, ha consentito di documentare le diverse fasi di redazione dei testi e l’accurato lavoro di limatura che ha portato alla stesura definitiva.

Nell’ambito della letteratura spagnola del Novecento Olga Perotti ha inoltre condotto studi sul lessico rurale nel teatro e nella poesia di Miguel Hernández, con l’obiettivo di dimostrare che la sua presenza nell’opera dello scrittore non può essere spiegata solo come una conseguenza delle sue origini umili. L’analisi del lessico relativo al mondo agreste rivela infatti una significativa e consapevole evoluzione nella funzionalità poetica e drammatica del linguaggio rurale. I risultati del lavoro consentono di comprendere meglio la traiettoria artistica del poeta, e di sfatare allo stesso tempo il luogo comune, spesso adottato dalla critica, del poeta-pastor che crea una poesia ingenua e spontanea ispirata al mondo contadino da cui proviene.

Infine, un altro campo di indagine è costituito dal censimento e dalla catalogazione di fondi antichi spagnoli nelle biblioteche italiane. La ricerca rappresenta la prosecuzione di un progetto avviato in occasione di una mostra di antiche edizioni di interesse iberistico conservate nelle biblioteche di Vercelli; i volumi esposti sono stati descritti in un catalogo curato da Olga Perotti. Il progetto finale, in fase di realizzazione, prevede la pubblicazione di un catalogo completo degli oltre 600 volumi censiti nelle biblioteche vercellesi; si tratta di edizioni antiche (XVI e XVII secolo) di opere di autori spagnoli e portoghesi, anche in traduzione, e di opere concernenti la Spagna, il Portogallo e le colonie americane. L’obiettivo è la valorizzazione di un patrimonio culturale di straordinario interesse dal punto di vista storico e bibliografico, e si inserisce in un lavoro avviato già da diversi decenni in altre biblioteche del territorio nazionale da ispanisti italiani.

Attualmente Olga Perotti sta preparando l’edizione di "El caballero Resplendor" di Tolomeo Molignano (Vercelli, 1562), un curioso "libro de caballerías" individuato durante il lavoro di catalogazione dei libri antichi spagnoli della Biblioteca Agnesiana di Vercelli. Si tratta di un’edizione rara, di cui sono noti solo due esemplari, conservati a Torino, oltre a quello vercellese. Composta in spagnolo da un autore italiano in occasione dell’entrata in Vercelli di Emanuele Filiberto di Savoia nel 1560, l’opera di Molignano nella prima parte - la più interessante dal punto di vista letterario - esalta le qualità del duca attraverso una celebrazione allegorica che utilizza gli schemi propri del romanzo cavalleresco spagnolo, in una mescolanza di fatti storici e vicende fantastiche; nella seconda parte, dedicata al marchese di Pescara, ripercorre le tappe del viaggio di Emanuele Filiberto e della sua consorte Margherita di Francia da Nizza a Vercelli, mentre nella terza descrive minuziosamente i festeggiamenti celebrati all’arrivo nella città piemontese.
L’edizione comprende il testo critico e la traduzione, accompagnate da uno studio dello spagnolo ibrido del Molignano e da un’analisi dell’opera alla luce dei problemi di genere che il testo implica.

PROSSIMO RICEVIMENTO

 martedì 12 novembre ore 15

(presso lo studio della docente, viale S. Michele 9)

Per urgenze scrivere a olga.perotti@unipr.it

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